Un esempio di forza propio da Winnes!!

Giusy Versace: «Ho trovato il coraggio di mostrare le gambe»

Milano, settembre
Bella come una modella o un’attrice, di una bellezza autentica. Da cinque anni priva degli arti inferiori, amputata bilaterale, per usare la definizione scientifica. Giusy Versace, 32 anni, ha un cognome di peso nel mondo della moda: suo padre, Alfredo, è cugino di Gianni, Donatella e Santo. A fine giugno, a Imola, Giusy ha vinto nei 100 metri ai campionati italiani di Atletica paralimpica, correndo in 19 secondi e 93 centesimi. Per Oggi, ha accettato di farsi fotografare senza protesi, in un ritratto forte, che non lascia indifferenti. «Non è una provocazione. Non amo apparire, ma grazie ai tanti messaggi ricevuti su Facebook dopo i Campionati, ho capito che dovevo smettere di nascondermi. Che dovevo invitare tutti i ragazzi come me a non vergognarsi. A trovare il coraggio di mostrarsi nella naturalezza della nostra vita quotidiana, con ciò che resta delle nostre gambe o delle nostre braccia mutilate. Può capitare a tutti, al camionista e allo zingaro». Disabile dal 2005, quando un incidente in auto l’ha lasciata viva per un soffio, e con entrambe le gambe tranciate sotto le ginocchia da un guard rail (…).

Politica Rizziconese

  • Rizziconi

Comunali, Di Giorgio in corsa col centrodestra

18/11/2011 Giuseppe Mustica, Calabria Ora

RIZZICONI – Inizia davvero a muoversi qualcosa a Rizziconi per quanto riguarda le prossime elezioni comunali. Se nei giorno scorsi abbiamo parlato dei possibili scenari che in questo momento si potrebbero aprire, adesso possiamo aggiungere a quelli anche un’altra possibilità. Infatti sarebbe cosa fatta la candidatura con il centrodestra di Giuseppe Di Giorgio a primo cittadino di Rizziconi. Seguendo questo scenario– che comunque sembra certo e al quale manca solamente l’ufficialità che arriverà nelle prossime settimane – le liste che concorreranno per palazzo San Teodoro saranno almeno tre, cosa che da diversi anni non succede a Rizziconi visto che i candidati a sindaco, nelle ultime tornate elettorali, erano sempre due. La cosa comunque più importante, e che viene maggiormente all’occhio, è che i partiti politici si cominciano a muovere prima degli ultimi giorni. Una tradizione, quest’ultima, che ha sempre contraddistinto il comune della Piana, che non riusciva mai a trovare un accordo se non il giorno prima della presentazione delle liste, cosa che poi ha fatto presentare le stesse in ritardo nel corso dell’ultima tornata elettorale, con l’esclusione di Marcianò candidato a sindaco. Proprio Marcianò comunque dovrebbe essere in gioco anche nella prossima tornata elettorale. Al momento non si sa se con una lista che lo sotserrà singolarmete come candidato a primo cittadino – come l’ultima volta – oppure attraverso dei movimenti che andrebbero a completare un altro schieramento politico per cercare di unire le forze più importanti in una sola coalizione. Questi scenari, comunque non smentiti nei giorni scorsi da nessuno dei partiti politici, dovranno essere confermati nei prossimi mesi, quando mancheranno pochi giorni alla presentazione delle liste. Certo i movimenti ci sono e si sentono anche nell’aria. Ma di ufficiale c’è poco. Alla fine però, visto che nei giorni scorsi dopo l’articolo apparso su queste colonne nel quale si spiegavano i movimenti e che nessuno ha smentito, potrebbero essere veramente pochi i cambiamenti in merito a quello che CO ha anticipato. Nelle prossime settimane comunque si potrebbe capire veramente di più e potrebbero arrivare, cosa che molti aspettano, almeno le prime ufficialità. Una è certa: Raffaele Anastasi sarà candidato a sindaco per il laboratorio di idee.

Troppi rischi, “Striscia” molla. Il papà del Gabibbo: Calabria difficile da raccontare. Scettici intellettuali, amministratori e giornalisti. La denuncia di Ricci: «Non trovo inviati». Le reazioni: «Attenti ai luoghi comuni»

30/11/2011 Giulia Veltri, Il Quotidiano della Calabria

il regista antonio ricci

CATANZARO- Calabria terra persa, Calabria terra di frontiera, difficile da raccontare e rischiosa, a tale punto che anche una trasmissionedi grido come “Striscia la notizia” non riesce a reperire un inviato? Ebbene sì, stando alle denunce pubbliche di Antonio Ricci, fondatore del programma che sbanca tutte le classifiche di ascolto, la Calabria non avrebbe molte chance di emancipazione e, di certo, non c’è speranza di vedere con frequenza da queste parti il faccione del Gabibbo. Ricci dalle colonne del quotidiano “Italia oggi”, proprio ieri, punta il dito contro la Calabria: «Non riesco a trovare una persona che si occupi di questa regione – queste le dichiarazioni del regista – perché la Calabria è un territorio paradossale per lavisione della legalità. Lì è pericoloso. A fare satira politica non si rischia nulla. Invece, se tratti con gente che per 300 euro ti brucia la macchina o ti dà il cacciavite nella giugulare, allora diventa duro e difficile». Insomma, la regione rischia di diventare marginale anche per una trasmissione la cui cifra è legata alla denuncia di sprechi, illegalità diffuse, opere incompiute e madornali trasgressioni. Proprio qui, insomma dove il “materiale” dalavoro abbonda, iltgsatirico fa un passo indietro. E’ cronaca il fatto che in più occasioni, inviati e troupe televisive si siano imbattute in spintoni, botte e minacce a tutti gli effetti. Basti, in ultimo l’assalto ai giornalisti delle Iene avvenuto qualche settimanada aIsolaCapo Rizzutonell’ambito di un’inchiesta sugli abusi edilizi. Ma è, poi, vero che la Calabria non voglia essere raccontata e che l’oggettiva emergenza legalitaria impedisca e disincentivi l’impegno e la denuncia? Cosa c’è di vero, insomma, nelle dichiarazioni di Ricci, provocatore per professione ma anche osservatore attento? «Ricci è una persona seria ed intelligente per cui non bisogna mai sottovalutare ciò che dice – afferma, ad esempio, Gianantonio Stella, tra le firmepiù prestigiosedelgiornalismo italiano, scrittore, oggi al Corriere della sera e conoscitore della calabresità in tutti i suoi aspetti – ed è vero, fra l’altro, che il tratto della diffidenza è tipico del calabrese. Detto questo, rimanendo fermo alla mia esperienza, posso dire di non avere mai incontrato difficoltàa muovermiin questa regione. L’impatto delle telecamere è ben diverso, però, da quello della carta stampata. La “plebe”, nel senso più antico del termine, conosce molto bene il Gabibbo, ma magari non sa chi siano Ezio Mauro o Eugenio Scalfari». Altolà ai luoghi comuni arriva da Silvio Gambino e Tonino Perna. Il primo, attuale direttore dellaScuola superiore di scienze della pubblica amministrazione all’Unical e già preside di Scienze politiche, invita Ricci alla cautela di giudizi, «non vorrei – dice – che la sua fosse una nota di colore, perché ci sono molti giovani calabresi oggi impegnati nel mondo dell’informazione, a testimonianza diun coraggio e di unaspinta legalitaria veri e diffusi. Non possiamo, poi, non negare che il rapporto con la giustizia e la legge rappresenti il grande nodo irrisolto di questa regione, che non può essere affrontato – però- con le sole provocazioni. Dire che denunciare è troppo rischioso rappresenta la via più breve per mollare la spugna ». Tonino Perna, invece, è docente di Sociologia a Messina e con i suoi modelli virtuosi ha raggiunto molti traguardi importanti, ad esempio da presidente del Parco dell’Aspromonte: «Le parole di Ricci – sostiene – contengono un elemento di verità e tratti da “luo – go comune”, perché è fuor di dubbio che la Calabria siauna terra borderline. La paura e l’omertà sono punti distintivi ma trovo la dichiarazione un po’ pretestuosa e intrisa di banalità. Porto a testimonianza delle mie ragioni il libro di Giuseppe Trimarchi, “Cala – bria ribelle”, di cui ho curato la prefazione e nel quale vengono raccontate storie di imprenditori e cittadini calabresi che hanno trovato il coraggio di denunciare. Senza contare, i casi di giornalisti calabresi intimiditi nell’esercizio della propria professione e che non per questo hanno smesso di lavorare». Chi con il coraggio della denuncia è costretta a misurarsi ogni giorno è Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno, cuore della Piana di Gioia Tauro, più volte finita sull’altare della cronaca per le intimidazioni subite da amministratore: «E’ vero – afferma il sindaco – far rispettare la legge in Calabria costa sacrifici e tanta abnegazione ma non sono d’accordo con l’impostazione di Ricci, tutta piegata sulla visione di una Calabria persa, ormai irrecuperabile, regno indiscusso della negatività. Questa visione ammazza ogni germe di positività e di risveglio ».

Lo consiglio a tutti gli appassionati di kick boxing purtroppo l’ ultima giornata che sarebbe la finale sarà il 17 dicembre.Si spera di iniziare nel 2012 con un altro….Registratevi sul sito di Fight Code!!!Presenta l’ineguagliabile e stupenda Barbara Snellenburg!!!Con il presente messaggio colgo l’occasione di dare un augurio particolare ad una donna speciale,tanti auguri Barbara.

www.fight-code.com

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LETTERE

Tre anni di lotta con l’Opera di S. Francesco d’Assisi

Rizziconi, un lettore ed ex lavoratore sull’istituto calabrese.

Diventa ormai insostenibile il comportamento da parte dell’amministrazione nei confronti dei lavoratori licenziati dell’Opera S.Francesco d’Assisi di Rizziconi (Rc) che ancora per l’ennesima volta sono stati raggirati con promesse di una liquidazione a breve delle mensilità pregresse più il trattamento fine rapporto che risalgono a quattro mesi fà; invece, per i vertici della S. Francesco,  è un arrogante comportamento che ha origini molto lontane, figlia di una gestione scellerata che usa la carota dell’imbroglio, promettendo l’imminente pagamento del sacro santo stipendio e concludendo sempre con interminabili attese senza alcun risultato.
LA TRAGEDIA DEL LAVORO FINITA COL SUICIDIO. Una squallida commedia da burattinai che offende e mortifica le persone oneste e la loro dignità, eppure a Rizziconi si è già consumata una tragedia familiare col suicidio di chi non riusciva a garantire la sopravvivenza economica dei propri cari. Fatti terribili che non devono ripetersi per colpe che ricadono su chi si vanta di aver fatto del bene e poi sbatte in mezzo alla strada 20 famiglie.
Il lavoro e i soldi dell’onesto lavoro sono la vita di intere famiglie e nessuno deve permettersi di giocare su questi pilastri fondamentali del vivere civile. Il livello di tolleranza è stato superato da un pezzo e nessuna delle istituzioni preposte muove un dito di aiuto verso queste famiglie disperate.
SOLO L’APPOGGIO DEL SINDACATO “ROSSO”. Questo grande disagio che viviamo noi licenziati, riesce a trovare conforto e riferimento soltanto nella nostra organizzazione sindacale la F.p. Cgil nella persona del Segretario Generale Giuseppe Gentile ma, nonostante le tante denuncie pubbliche e alle istituzioni, nessuno si è mosso per trovare una soluzione possibile.
Vogliamo ricordare gli innumerevoli ingiusti provvedimenti disciplinari indirizzati puntualmente su tutti noi licenziati, motivati soltanto dall’appartenenze al sindacato rosso, alle costanti minacce di licenziamento o addirittura a quelle di chiusura della struttura. Tutte forme intimidatorie fatte con l’intento di ammorbidire gli animi e portare a più miti consigli i cosiddetti ribelli sol perché si rivendicavano i propri diritti.
NO AL CORSO DI OPERATORI SOCIO SANITARI. Ora alla Fondazione non basta più tutto il male che ci ha fatto, una volta ultimata la procedura del licenziamento di 20 dipendenti, in questi ultimi giorni è maturata la notizia contro tutti noi rimasti senza lavoro l’esclusione di  fare il corso di formazione per operatori socio sanitario e su questo punto bisognerà fare molta chiarezza dato le  responsabilità che ruotano intorno alla legittimità del corso riservandoci azioni legali.
Però la cattiveria non ha fine, difatti, proprio in questi ultimi giorni, l’arma della “padrona” ha colpito ancora lasciando senza un centesimo le tasche vuote dei licenziati e pagando, ancora una volta, la mensilità corrente del mese di settembre soltanto ai lavoratori in servizio. Data la tendenza di questa  supremazia, fattasi trovare con diritto d’esclusiva nella figura datoriale, non c è altro da fare che auspicare un lieto fine come nelle favole. O viceversa altre probabili tragedie.
Giuseppe Ierace, R.s.a Cgil lavoratore licenziato dalla Fondazione S. Francesco di Rizziconi

Lunedì, 24 Ottobre 2011