Possibile che si possa morire ancora cosi oggi!!!



L FATTO

Novara, morta la gioielliera ferita in rapina

Ida Lagrutta era in coma farmacologico dal 18 novembre.

È morta lunedì 28 novembre mattina, nell’ospedale Maggiore di Novara, la gioielliera Ida Lagrutta, di 45 anni, ferita lo scorso 18 novembre durante una rapina nel suo negozio nella città piemontese.
La donna era stata colpita al capo con un corpo contundente, forse il calcio di una pistola e aveva subito una serie di fratture per le quali è rimasta in coma farmacologico nel reparto rianimazione.
Nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 c’è stato un aggravamento delle sue condizioni, da alcuni giorni già molto critiche.
NESSUN TESTIMONE. Ida Lagrutta era stata ferita da sconosciuti che erano entrati nel negozio che gestiva insieme al marito. La ricostruzione di quanto accaduto è apparsa complessa, perché la rapina non ha avuto testimoni e le telecamere del negozio non hanno registrato nulla.
Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile della questura di Novara, ma non ci sono novità sostanziali: l’ipotesi più probabile è che la rapina sia finita con l’aggressione dopo che Lagrutta aveva dato l’allarme. Ma alcuni elementi (in particolare, la violenza con la quale il suo assassino ha infierito sul capo della donna) non hanno fatto escludere altri moventi.

Lunedì, 28 Novembre 2011

Un eterno sfacelo

Mercoledì 30 Novembre 2011 17:11
E’ palpabile la rabbia dei lavoratori licenziati nel mese di giugno  dalla Fondazione S. Francesco d’Assisi di Rizziconi. Un calvario senza fine, fatto di continui dispetti e vessazioni verso intere

famiglie ridotte alle fame. Un comportamento indegno del vivere civile del quale nessuna Istituzione si è voluta fare carico. Forse si sta aspettando di registrare atteggiamenti e atti di valenza penale. Perché si deve arrivare a tanto. Non è forse un sacrosanto diritto pretendere i soldi del lavoro fatto e del Trattamento di Fine Rapporto, dopo essere stati sbattuti fuori dal mondo del lavoro senza giusta causa?  Oggi, la parte datoriale si consente persino il libero arbitrio di far due pesi e due misure. A qualche licenziato paga il TFR, mentre per gli altri propone persino opposizione ai decreti ingiuntivi decisi dal Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Palmi, per poi andare a cause ordinarie e perdere ancora tempo. Tempo già scaduto nel bilancio familiare di questi disoccupati che oltre a vantare il credito di ben 10 stipendi e del TFR non pagati, assistono all’ultima malefatta del legale rappresentante: SI PAGA LA 14^ MENSILITA’ A TUTTI MA NON AI LICENZIATI. Ancora cause, decreti ingiuntivi, denunce e tutto quello che è possibile fare dal punto di vista legale ma, purtroppo, non succede nulla nei tempi necessari per dare risposte normali a queste povere famiglie. E allora ci chiediamo quale sarà la prossima mossa vessatoria della Fondazione? Quale quella delle Istituzioni? Ma si aspetta veramente un gesto estremo di violenza per intervenire e far rispettare la legalità nei tempi utili a far sopravvivere queste famiglie che chiedono i soldi del loro lavoro, non altro. Tuttavia, questo scenario incomprensibile per queste persone umili, sembra passare come la regola assurda di una burocrazia terribile che si colloca su uno sfondo di legalità e di processi apparentemente risolti che puntualmente si riaprono e diventano una tragica interminabile tela di Penelope. Qualcuno dei lavoratori inizia a pensare e a studiare come trovare soluzioni alternative ma, purtroppo, il mondo del lavoro nella Piana di Gioia Tauro è sempre più complicato e difficile. Basta pensare alle migliaia di unità lavorative in cassa integrazione, mobilità, e poi a tutte le deroghe di questi ammortizzatori sociali. Un quadro desolante disperato e senza sbocchi. La cosiddetta Classe Politica non sta neanche a guardare questi aspetti, continua a sorridere della propria vita agiata e non pensa al male che sta travolgendo intere generazioni. L’esempio delle sofferenze che stanno patendo questi 20 lavoratori licenziati collettivamente, dovrebbe far riflettere ma nessuna delle istituzioni interessate ha mosso un solo dito o speso una parola per dare un minimo di speranza a questi uomini e donne. Adesso bisogna soltanto aspettare i tempi lunghi del Giudice del Lavoro, forse l’attesa non sarà un elemento positivo e la giustizia arriva troppo tardi per evitare il peggio.

IL SEGRETARIO GENERALE F.P. CGIL

Giuseppe Gentile

R.S.A CGIL  LICENZIATO SENZA GIUSTA CAUSA
Giuseppe Ierace

L’ ennesima recessione nella Piana spettro dell’Opera S.Francesco D’Assisi di Rizziconi

“Piana Ambiente” senza futuro. Si aggrava sempre di più la crisi nella società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti. Lavoratori senza stipendio e già in stato di agitazione. Oggi nuova protesta

01/12/2011 Michele Albanese, Il Quotidiano della Calabria

GIOIA TAURO – Sull’orlo del baratro. Non c’è altro modo per definire la situazione della società di raccolta dei rifiuti Piana Ambiente. Un’azienda che arranca, fatica e che non sembra avere prospettive, nonostante gli impegni antichi e recenti dei comuni per in troppe situazioni si sono impegnati a garantire alla società le rimesse per i servizi svolti. Impegni da marinaio quelle dei comuni che non navigano anch’essi in buone acque, stretti da tagli sempre più marcati. E la società forse nata male e gestita alla buona sin dalla sua nascita tra mille problemi da affrontare mese dopo mese. Stamani, per l’ennesima volta, i lavoratori di Piana Ambiente già in stato di agitazione per il mancato pagamento degli stipendi, si autoconvocheranno per l’ennesima assemblea sindacale e per cercare di affrontare i disagi e i mancati pagamenti che subiscono a causa del grave stato finanziario in cui versa l’azienda. Un’assemblea all’autoparco insiemeai sindacalisti e forse anche al management aziendale che è stato invitato a partecipare ai lavori. Ma non è detto che ciò si verificherà. La condizione più disastrosa è quella vissuta dai lavoratori ma anche dai cittadini della piana. «Per due fondamentali questioni – dicono dalla Cgil che ha promosso l’assemblea dei lavoratori – con la prima è addebitabile ad una storica e scellerata gestione che nonostante gli ultimi sforzi dell’attuale presidenza non è stata superata. Dall’altra, per un ormai atavica e mai risolta inadempienza da parte dei comuni soci fruitori del servizio che non paga- no le rimesse». «Questo rischia di comportare – sottolinea Valerio Romanodella Cgil – ladrammatica conseguenza che vedrà i lavoratori già sofferenti da parecchi mesi nella condizione di non poter ricevere il salario, causando notevoli disaggi anche alle proprie famiglie e tutto questo comporterà ulteriori disagi ai cittadini, che nonostante il pagamento di cospicue tasse fino ad oggi regolarmente eseguite e pagate, si ritroveranno con le città sommerse dalla spazzatura. Riteniamo che, ormai si sia arrivato realmente al giro di boa – afferma ancora Romano – la situazione finanziaria con molti comuni che ancora devono pagare le fatture alla società mista, rischia di far sprofondare l’azienda in una crisi senza fine. Riteniamo veramente insostenibile tutta questa situazione che rischia di portare i lavoratori in un vortice di incertezza senza via di uscita. Ribadiamo ancora oggi, che sia necessario un intervento tempestivo da parte dei sindaci della piana. Perché proprio loro che sono i primi cittadini ed i massimi rappresentanti delle nostre comunità, devono assumersi le responsabilità che fino ad oggi hanno delegato ad altri. Solo con la presa di posizione vera dei sindaci del territorio i problemi si potranno superare. Oggi purtroppo, assistiamo ad una situazione paradossale, dove i sindaci dimostrano di pensare a tutto tranne che ad alleviare i problemi dei lavoratori e dei cittadini. ancora una voltanon riescono a trovare l’unità su questioni fondamentali per il territorio». Una situazione da “de profundis” o quasi