L’ ennesima recessione nella Piana spettro dell’Opera S.Francesco D’Assisi di Rizziconi

“Piana Ambiente” senza futuro. Si aggrava sempre di più la crisi nella società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti. Lavoratori senza stipendio e già in stato di agitazione. Oggi nuova protesta

01/12/2011 Michele Albanese, Il Quotidiano della Calabria

GIOIA TAURO – Sull’orlo del baratro. Non c’è altro modo per definire la situazione della società di raccolta dei rifiuti Piana Ambiente. Un’azienda che arranca, fatica e che non sembra avere prospettive, nonostante gli impegni antichi e recenti dei comuni per in troppe situazioni si sono impegnati a garantire alla società le rimesse per i servizi svolti. Impegni da marinaio quelle dei comuni che non navigano anch’essi in buone acque, stretti da tagli sempre più marcati. E la società forse nata male e gestita alla buona sin dalla sua nascita tra mille problemi da affrontare mese dopo mese. Stamani, per l’ennesima volta, i lavoratori di Piana Ambiente già in stato di agitazione per il mancato pagamento degli stipendi, si autoconvocheranno per l’ennesima assemblea sindacale e per cercare di affrontare i disagi e i mancati pagamenti che subiscono a causa del grave stato finanziario in cui versa l’azienda. Un’assemblea all’autoparco insiemeai sindacalisti e forse anche al management aziendale che è stato invitato a partecipare ai lavori. Ma non è detto che ciò si verificherà. La condizione più disastrosa è quella vissuta dai lavoratori ma anche dai cittadini della piana. «Per due fondamentali questioni – dicono dalla Cgil che ha promosso l’assemblea dei lavoratori – con la prima è addebitabile ad una storica e scellerata gestione che nonostante gli ultimi sforzi dell’attuale presidenza non è stata superata. Dall’altra, per un ormai atavica e mai risolta inadempienza da parte dei comuni soci fruitori del servizio che non paga- no le rimesse». «Questo rischia di comportare – sottolinea Valerio Romanodella Cgil – ladrammatica conseguenza che vedrà i lavoratori già sofferenti da parecchi mesi nella condizione di non poter ricevere il salario, causando notevoli disaggi anche alle proprie famiglie e tutto questo comporterà ulteriori disagi ai cittadini, che nonostante il pagamento di cospicue tasse fino ad oggi regolarmente eseguite e pagate, si ritroveranno con le città sommerse dalla spazzatura. Riteniamo che, ormai si sia arrivato realmente al giro di boa – afferma ancora Romano – la situazione finanziaria con molti comuni che ancora devono pagare le fatture alla società mista, rischia di far sprofondare l’azienda in una crisi senza fine. Riteniamo veramente insostenibile tutta questa situazione che rischia di portare i lavoratori in un vortice di incertezza senza via di uscita. Ribadiamo ancora oggi, che sia necessario un intervento tempestivo da parte dei sindaci della piana. Perché proprio loro che sono i primi cittadini ed i massimi rappresentanti delle nostre comunità, devono assumersi le responsabilità che fino ad oggi hanno delegato ad altri. Solo con la presa di posizione vera dei sindaci del territorio i problemi si potranno superare. Oggi purtroppo, assistiamo ad una situazione paradossale, dove i sindaci dimostrano di pensare a tutto tranne che ad alleviare i problemi dei lavoratori e dei cittadini. ancora una voltanon riescono a trovare l’unità su questioni fondamentali per il territorio». Una situazione da “de profundis” o quasi

La giustizia che funziona

Il magistrato confessa al boss “Nella vita dovevo fare il mafioso…” La telefonata tra il gip di Palmi Giancarlo Giusti e il capocosca Giulio Lampada. I due parlano dell’idea di coinviolgere anche il giudice Vincenzo Giglio nei viaggetti a Milano con escort a disposizione. E Giusti si lascia andare…

01/12/2011 , Repubblica.it

ROMA – L’inchiesta che scoperchia qualche figura della “zona grigia” che protegge, favorisce, aiuta o in qualche modo amica della ndrangheta tra Milano e Reggio Calabria allinea numerosi episodi, e ovviamente si avvale di alcune intercettazioni telefoniche e ambientali. Eccone una che riguarda il magistrato Giancarlo Giusti, gip a Palmi, che per nove volte viene invitato a Milano, all’hotel Brun. Ma non paga mai. Per lui il conto è saldato da un boss del calibro di Giulio Lampada, per una spesa totale di 27mila euro. In queste sue visite milanesi, il magistrato riceve in camera le visite di alcune ragazze identificate dala magistratura, come la ceca Jana, quarantenne, le russe Zhanna 36 anni, ballerina al Rayto de Oro, a La Tour, al Venus, e altri night di Milano e del nord, ed Elena, 41 anni, la kazaca Olga, 34 anni, e la slovena Denisa, 27 anni. Giusti, per telefono, si lascia andare: “… Dovevo fare il mafioso, non il giudice…”

Giusti e Lampada sono ovviamente in ottimi rapporti, il magistrato gli dice che arriva a Milano “la settimana che entra o la prossima… Dipende dal cugino del tuo caro amico medico!… di Giglio!! no?!”, e Giglio sta per Vincenzo, il collega magistrato, presidente del tribunale per le misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria, come conferma lo stesso Lampada. Parlando del “medico”, che si chiama Vincenzo Giglio, i due intendono il magistrato che porta lo stesso nome e cognome. Ecco uno stralcio delle intercettazioni:

LAMPADA (riferendosi al magistrato Vincenzo Giglio): “…Del nostro Presidente, dobbiamo dire!!… Il Presidente delle misure di prevenzione di tutta Reggio Calabria! Sai che dobbiamo fare?…..”

GIUSTI: “… che facciamo, che facciamo??

LAMPADA: “lo convochiamo qualche giorno su a Milano e lo invitiamo… come la vedi tu?”

GIUSTI: “… minchia!! guarda!! dobbiamo parlarne col medico!!!.”..(ride)…

LAMPADA: non dirgli nulla che ti ho detto che è un mese che non ci sentiamo!

GIUSTI: “… tu ancora non hai capito chi sono io… sono una tomba, peggio di.. ma io dovevo fare il mafioso, non il Giudice… però l’idea di portarci il Presidente a Milano non è male, sai?!… Lo vorrei vedere di fronte ad una stoccona!!”

E altre intercettazioni riguardano proprio il magistrato Vincenzo Giuseppe Giglio che, in passato se l’era presa con il “fango della stampa”. E aveva difeso la sua onestà scrivendo anche una lettera a un quotidiano calabrese. Ma i suoi colleghi dell’antimafia lo smentiscono pesantamente. Esaminiamo due punti cruciali, ”E’ falso – dice Giglio – che io abbia mai invitato il signor Lampada a partecipare ad occasioni conviviali a casa mia”. Ma il 13 agosto 2009 Giulio Lampada (che si trova in vacanza a Tropea con la famiglia) conversa con il medico Vincenzo Giglio, il quale si trova a casa del cugino magistrato a Pellaro, con il politico Franco Morelli. Giglio Vincenzo (il medico) parla con il presunto boss, gli dice che il magistrato ha insistito per invitare a pranzo Lampada. Poi la conversazione continua direttamente tra Giulio Lampada e il magistrato.

Giudice Giglio: Pronto!

Lampada: Eccellenza bello!

Giudice Giglio: Carissmo, che si dice, come stai?

Lampada: Me ne son venuto per starmene un pochettino tranquillo da quel casino di bambini che abbiamo a casa mia! Tu come stai?

Giudice Giglio: Benissimo, mi dispice se non si sono determinate le condizioni per vederci oggi!

Lampada: Ma pigliatelo il telefono per qualsiasi cosa…

Lampada, poco dopo, riparlando con il medico lo invitava a dare il suo numero personale al giudice: “Enzuccio, daglielo il mio numero per quanto privato è! Voglio dire, non è che lo do a tutti, ma daglielo al Giudice! Non ti preoccupare”. Il numero in effetti arriva, perché declinando un successivo invito a cena, il giudice dice a Lampada

Giglio: No no no… ci tenevo a farlo io così tra l’altro mi sono fatto dare il tuo numero di cellulare… A te resta il mio… così possiamo sentirci anche direttamente…

Lampada: Ti ringrazio ancora della disponibilità..

Giglio: Sono io che ringrazio te..

E si mettono d’accordo per un’altra possibile occasione

Giglio: Va bene… facciamo così allora… intanto vedo come stanno le cose .. penso che sicuramente domani starà bene mia moglie, quindi ti chiamo io in mattinata domani, va bene?

Un’altra frase che viene contestata al giudice. Eccola: “Le mie funzioni professionali non lo hanno mai riguardato né direttamente né direttamente. Non sono mai stato sollecitato, né avrei accettato alcuna sollecitazione, ad occuparmi di una qualsiasi sua questione”. Il magistrato, dicono i suoi colleghi, pare essersi dimenticato che, qualche mese prima, aveva ricevuto, nella propria abitazione in Reggio Calabria, Giulio Lampada, visite proprio finalizzate ad occuparsi dei problemi giudiziari dei Lampada. Lampada Giulio e il giudice Giglio si sono incontrati nelle seguenti date presso l’abitazione del magistrato: circa 1 ora, dalle 18.52 alle 19.55, il 20.2.10; circa 2 ore, dalle 20.30 alle 22.35, il 25.2.10; circa 45 minuti il 3.3.10; circa 3 ore, dalle 17.30 alle 20.30, il 9.3.10; circa 2 ore, dalle 15.00 alle 17.10, il 16.4.10. Anche alcuni messaggini sono chiari, come “Sono dal giud” (sms da Francesco Lampada a Maria Valle Maria in data 20.2.10), oppure “Gioia mercoledì partiamo che domani sera ci dà l’ambasciata il giud (sms Lampada Francesco Valle Maria 3.3.2010 h. 00.56). E sull’affidabilità del magistrato i clan concordano, visto che lo stesso Francesco Lampada dice: “Io tengo fede della situazione del cugino del medico, hai capito?… Perché l’ho visto che è più… se dice una cosa è “chidda”… ? ho tastato con le mani… Perciò … siamo andati stasera e ci ha detto di avere pazienza qualche giorno in più.. tutto qua..

Un esempio di forza propio da Winnes!!

Giusy Versace: «Ho trovato il coraggio di mostrare le gambe»

Milano, settembre
Bella come una modella o un’attrice, di una bellezza autentica. Da cinque anni priva degli arti inferiori, amputata bilaterale, per usare la definizione scientifica. Giusy Versace, 32 anni, ha un cognome di peso nel mondo della moda: suo padre, Alfredo, è cugino di Gianni, Donatella e Santo. A fine giugno, a Imola, Giusy ha vinto nei 100 metri ai campionati italiani di Atletica paralimpica, correndo in 19 secondi e 93 centesimi. Per Oggi, ha accettato di farsi fotografare senza protesi, in un ritratto forte, che non lascia indifferenti. «Non è una provocazione. Non amo apparire, ma grazie ai tanti messaggi ricevuti su Facebook dopo i Campionati, ho capito che dovevo smettere di nascondermi. Che dovevo invitare tutti i ragazzi come me a non vergognarsi. A trovare il coraggio di mostrarsi nella naturalezza della nostra vita quotidiana, con ciò che resta delle nostre gambe o delle nostre braccia mutilate. Può capitare a tutti, al camionista e allo zingaro». Disabile dal 2005, quando un incidente in auto l’ha lasciata viva per un soffio, e con entrambe le gambe tranciate sotto le ginocchia da un guard rail (…).

Politica Rizziconese

  • Rizziconi

Comunali, Di Giorgio in corsa col centrodestra

18/11/2011 Giuseppe Mustica, Calabria Ora

RIZZICONI – Inizia davvero a muoversi qualcosa a Rizziconi per quanto riguarda le prossime elezioni comunali. Se nei giorno scorsi abbiamo parlato dei possibili scenari che in questo momento si potrebbero aprire, adesso possiamo aggiungere a quelli anche un’altra possibilità. Infatti sarebbe cosa fatta la candidatura con il centrodestra di Giuseppe Di Giorgio a primo cittadino di Rizziconi. Seguendo questo scenario– che comunque sembra certo e al quale manca solamente l’ufficialità che arriverà nelle prossime settimane – le liste che concorreranno per palazzo San Teodoro saranno almeno tre, cosa che da diversi anni non succede a Rizziconi visto che i candidati a sindaco, nelle ultime tornate elettorali, erano sempre due. La cosa comunque più importante, e che viene maggiormente all’occhio, è che i partiti politici si cominciano a muovere prima degli ultimi giorni. Una tradizione, quest’ultima, che ha sempre contraddistinto il comune della Piana, che non riusciva mai a trovare un accordo se non il giorno prima della presentazione delle liste, cosa che poi ha fatto presentare le stesse in ritardo nel corso dell’ultima tornata elettorale, con l’esclusione di Marcianò candidato a sindaco. Proprio Marcianò comunque dovrebbe essere in gioco anche nella prossima tornata elettorale. Al momento non si sa se con una lista che lo sotserrà singolarmete come candidato a primo cittadino – come l’ultima volta – oppure attraverso dei movimenti che andrebbero a completare un altro schieramento politico per cercare di unire le forze più importanti in una sola coalizione. Questi scenari, comunque non smentiti nei giorni scorsi da nessuno dei partiti politici, dovranno essere confermati nei prossimi mesi, quando mancheranno pochi giorni alla presentazione delle liste. Certo i movimenti ci sono e si sentono anche nell’aria. Ma di ufficiale c’è poco. Alla fine però, visto che nei giorni scorsi dopo l’articolo apparso su queste colonne nel quale si spiegavano i movimenti e che nessuno ha smentito, potrebbero essere veramente pochi i cambiamenti in merito a quello che CO ha anticipato. Nelle prossime settimane comunque si potrebbe capire veramente di più e potrebbero arrivare, cosa che molti aspettano, almeno le prime ufficialità. Una è certa: Raffaele Anastasi sarà candidato a sindaco per il laboratorio di idee.

Troppi rischi, “Striscia” molla. Il papà del Gabibbo: Calabria difficile da raccontare. Scettici intellettuali, amministratori e giornalisti. La denuncia di Ricci: «Non trovo inviati». Le reazioni: «Attenti ai luoghi comuni»

30/11/2011 Giulia Veltri, Il Quotidiano della Calabria

il regista antonio ricci

CATANZARO- Calabria terra persa, Calabria terra di frontiera, difficile da raccontare e rischiosa, a tale punto che anche una trasmissionedi grido come “Striscia la notizia” non riesce a reperire un inviato? Ebbene sì, stando alle denunce pubbliche di Antonio Ricci, fondatore del programma che sbanca tutte le classifiche di ascolto, la Calabria non avrebbe molte chance di emancipazione e, di certo, non c’è speranza di vedere con frequenza da queste parti il faccione del Gabibbo. Ricci dalle colonne del quotidiano “Italia oggi”, proprio ieri, punta il dito contro la Calabria: «Non riesco a trovare una persona che si occupi di questa regione – queste le dichiarazioni del regista – perché la Calabria è un territorio paradossale per lavisione della legalità. Lì è pericoloso. A fare satira politica non si rischia nulla. Invece, se tratti con gente che per 300 euro ti brucia la macchina o ti dà il cacciavite nella giugulare, allora diventa duro e difficile». Insomma, la regione rischia di diventare marginale anche per una trasmissione la cui cifra è legata alla denuncia di sprechi, illegalità diffuse, opere incompiute e madornali trasgressioni. Proprio qui, insomma dove il “materiale” dalavoro abbonda, iltgsatirico fa un passo indietro. E’ cronaca il fatto che in più occasioni, inviati e troupe televisive si siano imbattute in spintoni, botte e minacce a tutti gli effetti. Basti, in ultimo l’assalto ai giornalisti delle Iene avvenuto qualche settimanada aIsolaCapo Rizzutonell’ambito di un’inchiesta sugli abusi edilizi. Ma è, poi, vero che la Calabria non voglia essere raccontata e che l’oggettiva emergenza legalitaria impedisca e disincentivi l’impegno e la denuncia? Cosa c’è di vero, insomma, nelle dichiarazioni di Ricci, provocatore per professione ma anche osservatore attento? «Ricci è una persona seria ed intelligente per cui non bisogna mai sottovalutare ciò che dice – afferma, ad esempio, Gianantonio Stella, tra le firmepiù prestigiosedelgiornalismo italiano, scrittore, oggi al Corriere della sera e conoscitore della calabresità in tutti i suoi aspetti – ed è vero, fra l’altro, che il tratto della diffidenza è tipico del calabrese. Detto questo, rimanendo fermo alla mia esperienza, posso dire di non avere mai incontrato difficoltàa muovermiin questa regione. L’impatto delle telecamere è ben diverso, però, da quello della carta stampata. La “plebe”, nel senso più antico del termine, conosce molto bene il Gabibbo, ma magari non sa chi siano Ezio Mauro o Eugenio Scalfari». Altolà ai luoghi comuni arriva da Silvio Gambino e Tonino Perna. Il primo, attuale direttore dellaScuola superiore di scienze della pubblica amministrazione all’Unical e già preside di Scienze politiche, invita Ricci alla cautela di giudizi, «non vorrei – dice – che la sua fosse una nota di colore, perché ci sono molti giovani calabresi oggi impegnati nel mondo dell’informazione, a testimonianza diun coraggio e di unaspinta legalitaria veri e diffusi. Non possiamo, poi, non negare che il rapporto con la giustizia e la legge rappresenti il grande nodo irrisolto di questa regione, che non può essere affrontato – però- con le sole provocazioni. Dire che denunciare è troppo rischioso rappresenta la via più breve per mollare la spugna ». Tonino Perna, invece, è docente di Sociologia a Messina e con i suoi modelli virtuosi ha raggiunto molti traguardi importanti, ad esempio da presidente del Parco dell’Aspromonte: «Le parole di Ricci – sostiene – contengono un elemento di verità e tratti da “luo – go comune”, perché è fuor di dubbio che la Calabria siauna terra borderline. La paura e l’omertà sono punti distintivi ma trovo la dichiarazione un po’ pretestuosa e intrisa di banalità. Porto a testimonianza delle mie ragioni il libro di Giuseppe Trimarchi, “Cala – bria ribelle”, di cui ho curato la prefazione e nel quale vengono raccontate storie di imprenditori e cittadini calabresi che hanno trovato il coraggio di denunciare. Senza contare, i casi di giornalisti calabresi intimiditi nell’esercizio della propria professione e che non per questo hanno smesso di lavorare». Chi con il coraggio della denuncia è costretta a misurarsi ogni giorno è Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno, cuore della Piana di Gioia Tauro, più volte finita sull’altare della cronaca per le intimidazioni subite da amministratore: «E’ vero – afferma il sindaco – far rispettare la legge in Calabria costa sacrifici e tanta abnegazione ma non sono d’accordo con l’impostazione di Ricci, tutta piegata sulla visione di una Calabria persa, ormai irrecuperabile, regno indiscusso della negatività. Questa visione ammazza ogni germe di positività e di risveglio ».

Lo consiglio a tutti gli appassionati di kick boxing purtroppo l’ ultima giornata che sarebbe la finale sarà il 17 dicembre.Si spera di iniziare nel 2012 con un altro….Registratevi sul sito di Fight Code!!!Presenta l’ineguagliabile e stupenda Barbara Snellenburg!!!Con il presente messaggio colgo l’occasione di dare un augurio particolare ad una donna speciale,tanti auguri Barbara.

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