Una nuova finestra sul web per apprezzare al meglio il panorama Calabrese.

IMG_3701“Calabria” una terra dove nella notte dei tempi è stata segnata la sua importanza, la “Magna Grecia” impero grandioso ha colto la sua essenza fino ai giorni nostri, la sua stessa catena montuosa sta a caratterizzarla; l’ “Aspromonte” che da un lato scruta e dall’ altro entra in sinergia con il resto delle coste baciate dal mare per chilometri e chilometri, un paesaggio pittoresco molte volte appare anche grottesco, per mano di chi ci vive e non vede la ricchezza che va dalla montagna fino alle rive. Pieno di contraddizioni e anche di ambizioni e su quest’ ultimo mi vorrei soffermare, dato che c’ è qualcuno veramente quest’ angolo di mondo vuole solo rivalutare. “Calabria Art” è il profilo che vuole mettere in risalto il meglio di una Regione che potrebbe offrire tanto, dalle alte potenzialità ma poco sfruttate. Come poter venir meno all’ utilizzo dei Social, l’ arma più potente che da un decennio imperversa sul web. Quando poi ci si mette la volontà di chi vuol bene o meglio ancora ama questa terra il risultato potrebbe divenire un successo non solo a livello promozionale ma anche economico. Ma lo sforzo deve essere determinato e perseverante come ogni cosa che si fa bisogna crederci e due Calabresi lo fanno ogni giorno con idee all’ avanguardia Simone Trimarchi e Paola Anastasi, ma il suo sforzo non basta, si potrebbe ancora migliorare cercando di arricchire con l’ aumento dei canali d’ informazione. Quindi l’ appello è rivolto a tutti e specialmente a chi ci crede che si possa emergere da uno stato di “Apnea ” , un territorio dai diversi volti e in attesa da mille risvolti…il portale di CalabriArt non aspetta altro di fare  una Regione, sogno di ogni turista che scelga una destinazione.

Giuseppe Ierace

‘La definizione di lavoro oggi è il combattere tutti i giorni in trincea’

 

 

Siamo a metà del 2IMG_0584014 e di cambiare mentalità per quanto riguarda l’ambito lavorativo non se ne parla proprio anzi per certi versi diventa quasi di rito dare un colpo di grazia a quello che si può definire lavoro. Ero indirizzato a far un po’ di provviste presso il Centro commerciale mi si pone davanti una vecchia amica e compagna d’istituto, fatti i saluti abbiamo iniziato a discutere della piaga più acuta da sempre che sarebbe avere un impiego,ma non basta dire lavorare perché di là si forma una didascalia di piccoli soprusi che ti portano sempre ad avere un immagine agghiacciante a dir poco; di poter portare un sussidio verso le mura comuni. La problematica è da sempre persistita di dover mettere alle corde sempre il minuscolo quasi antipatico lavoratore che ne dovrà  pagare  sempre le spese da ore massacranti di 8 a 10  di lavoro senza avere neanche il riposo settimanale e le sorprese non mancano quello di percepire 600eu di retribuzione per una tipologia di lavoro che va dalla gestione della contabilità al fissare degli appuntamenti dei clienti alla gestione del magazzino e chi ne ha più ne metta. Sarebbe di buon auspicio che buona parte dei datori di lavoro che si prefiggono di aprire una nuova gestione di azienda cerchino di mettere in condizioni più agiate i vari dipendenti mettendosi loro nei panni di chi svolge turni massacranti conseguentemente portato ad essere quasi escluso dalla vita sociale perché succube del lavoro imposto da altri che non hanno nessuna considerazione e lucrano anche sulle spalle altrui. Dico che un azienda debba pure partire ma dato che il regime imposto nel contesto e parliamo nella provincia di Reggio Calabria esattamente nella Piana di G. Tauro dove c è un bacino d’utenza di 50000 persone è quasi una moda sottopagare: Tipico in quel negozio gli danno 400eu ma perché?Qual è la motivazione?.Se non va l’attività si chiude cosi almeno ancora potranno avere rispetto quei lavoratori verso un Datore che è costretto a chiudere perché non ha ricavi sulle vendite e non il contrario perché guadagna bene però abbassa la retribuzione e la contribuzione per arraffare altri gruzzoletti che fanno molto più comodo a lui invece potrebbero rendere più dignitosa la vita a chi si reca ogni giorno al lavoro credendoci in quello che fa mettendoci la passione e la voglia di fare bene scongiurando  almeno per una volta che il lavoro non venga considerato una battaglia per la sopravvivenza

 

Rizziconi 02/07/2014

Rappr. Legale Associazione Urmig

Giuseppe Ierace

La Legge ha le sue lacune e l’ amministrazione Opera S.Francesco d Assisi di Rizziconi ne approfitta.

La schiera interminabile dei comportamenti indegni, immorali e qualsiasi altro aggettivo si possa affiancare a questo calvario che sembra non abbia più fine non cede il passo neanche alla legge.Ritornando un pò indietro con i tempi parte dei lavoratori Ex S.francescani aveva audito al giudice del lavoro dopo l’ interminabile,prima verbale poi scritta delle mancanze e inadempienze da parte di una amministrazione ostile che ha cercato sempre di plagiare molta della gente la quale lavorava dichiarando spudoratamente che  continuando cosi nel rivendicare il diritto ad essere retribuiti ci sarebbe stato un imminente licenziamento.E bene in parte c è riuscita nella sua opera meschina.Ad oggi mi viene notificato con data precisa 10/10/2012 dal competente Ispettorato Provinciale del Lavoro di Reggio Calabria le inadempienze nei miei confronti di crediti patrimoniali vantati dal sottoscritto da parte dell’ amministrazione della famosa casa di riposo di Rizziconi menzionando gli emolumenti del 2008 che in a parte sono stati pagati volontariamente fino ad agosto 2008  per le altre mensilità si è ricorso al tribunale civile.Ed è proprio quà a dir mio c è una cosi grossa lacuna che dovrebbe essere rivista e presa in considerazione.I Funzionari dell’Ispettorato del lavoro precisano dopo l’ accertamento in sede nel visionare i cedolini e nello specifico settembre 2008 e novembre 2008 nei quali mi era stata pagata una quota di (Una Tantum)precisando che ancora la retribuzione di  novembre 2008 e altre 4 mensilità sono da decidere da parte del Giudice del Lavoro del Foro di Palmi.Ma come mai dato che è dal lontano agosto 2009  avendo fatto ricorso alle mensilità insolute 2008, e ora quasi agli albori del 2013  in tribunale la Fondazione Opera S.Francesco D’Assisi delegando il tutto al suo Legale al fine di fare un conteggio del totale dovuto a tutti i lavoratori invece di presentare le buste paghe o cedolini prodotte all’epoca e riscontrati attualmente  dagli ispettori del lavoro si presenta una nuova rendicontazione da fare invidia al celeberrimo “Lupin”?.Possibile che si deve allungare un brodo quando ci stanno tutte le circostanze per intervenire in maniera coercitiva e fare finire questa lunga escalation di bassezze che vanno al di fuori della sfera giuridica e rientrano nei sani e buoni principi del rispetto civile,ma purtroppo da molto tempo a questa parte ho condiviso quanta falsità e marciume c è stata nel decidere le sorti della povera gente che ha lavorato; sono stato sempre abituato a puntare il dito contro chi aveva la volontà a farle,ma quando quelle poche volte ho cercato delucidazioni in merito la risposta è stata sempe la stessa “uno scarica barile a vicenda”.Io diventerei la curiosità in persona per sapere cosa provano all’ alzata mattutina i nostri ex signori/datori quando si apprestano a compiere gli atti quotidiani e sporgono il loro volto allo specchio,credo che sia lo specchio a vergognarsi per loro dovendo obbligatoriamente rispecchiare la sua faccia.

Giuseppe Ierace

Ex R.s.a Cgil Opera S.Francesco D Assisi Rizziconi

Fight Code continua con lo sbarco in Cina il 9 di Giugno continuatelo a seguire..ad allietare la serata ci sarà a presentare la bellissima e semplicissima che fungono da sinonimi Barbara Snellenburg!!Non mancate..

L’ ennesima recessione nella Piana spettro dell’Opera S.Francesco D’Assisi di Rizziconi

“Piana Ambiente” senza futuro. Si aggrava sempre di più la crisi nella società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti. Lavoratori senza stipendio e già in stato di agitazione. Oggi nuova protesta

01/12/2011 Michele Albanese, Il Quotidiano della Calabria

GIOIA TAURO – Sull’orlo del baratro. Non c’è altro modo per definire la situazione della società di raccolta dei rifiuti Piana Ambiente. Un’azienda che arranca, fatica e che non sembra avere prospettive, nonostante gli impegni antichi e recenti dei comuni per in troppe situazioni si sono impegnati a garantire alla società le rimesse per i servizi svolti. Impegni da marinaio quelle dei comuni che non navigano anch’essi in buone acque, stretti da tagli sempre più marcati. E la società forse nata male e gestita alla buona sin dalla sua nascita tra mille problemi da affrontare mese dopo mese. Stamani, per l’ennesima volta, i lavoratori di Piana Ambiente già in stato di agitazione per il mancato pagamento degli stipendi, si autoconvocheranno per l’ennesima assemblea sindacale e per cercare di affrontare i disagi e i mancati pagamenti che subiscono a causa del grave stato finanziario in cui versa l’azienda. Un’assemblea all’autoparco insiemeai sindacalisti e forse anche al management aziendale che è stato invitato a partecipare ai lavori. Ma non è detto che ciò si verificherà. La condizione più disastrosa è quella vissuta dai lavoratori ma anche dai cittadini della piana. «Per due fondamentali questioni – dicono dalla Cgil che ha promosso l’assemblea dei lavoratori – con la prima è addebitabile ad una storica e scellerata gestione che nonostante gli ultimi sforzi dell’attuale presidenza non è stata superata. Dall’altra, per un ormai atavica e mai risolta inadempienza da parte dei comuni soci fruitori del servizio che non paga- no le rimesse». «Questo rischia di comportare – sottolinea Valerio Romanodella Cgil – ladrammatica conseguenza che vedrà i lavoratori già sofferenti da parecchi mesi nella condizione di non poter ricevere il salario, causando notevoli disaggi anche alle proprie famiglie e tutto questo comporterà ulteriori disagi ai cittadini, che nonostante il pagamento di cospicue tasse fino ad oggi regolarmente eseguite e pagate, si ritroveranno con le città sommerse dalla spazzatura. Riteniamo che, ormai si sia arrivato realmente al giro di boa – afferma ancora Romano – la situazione finanziaria con molti comuni che ancora devono pagare le fatture alla società mista, rischia di far sprofondare l’azienda in una crisi senza fine. Riteniamo veramente insostenibile tutta questa situazione che rischia di portare i lavoratori in un vortice di incertezza senza via di uscita. Ribadiamo ancora oggi, che sia necessario un intervento tempestivo da parte dei sindaci della piana. Perché proprio loro che sono i primi cittadini ed i massimi rappresentanti delle nostre comunità, devono assumersi le responsabilità che fino ad oggi hanno delegato ad altri. Solo con la presa di posizione vera dei sindaci del territorio i problemi si potranno superare. Oggi purtroppo, assistiamo ad una situazione paradossale, dove i sindaci dimostrano di pensare a tutto tranne che ad alleviare i problemi dei lavoratori e dei cittadini. ancora una voltanon riescono a trovare l’unità su questioni fondamentali per il territorio». Una situazione da “de profundis” o quasi

La giustizia che funziona

Il magistrato confessa al boss “Nella vita dovevo fare il mafioso…” La telefonata tra il gip di Palmi Giancarlo Giusti e il capocosca Giulio Lampada. I due parlano dell’idea di coinviolgere anche il giudice Vincenzo Giglio nei viaggetti a Milano con escort a disposizione. E Giusti si lascia andare…

01/12/2011 , Repubblica.it

ROMA – L’inchiesta che scoperchia qualche figura della “zona grigia” che protegge, favorisce, aiuta o in qualche modo amica della ndrangheta tra Milano e Reggio Calabria allinea numerosi episodi, e ovviamente si avvale di alcune intercettazioni telefoniche e ambientali. Eccone una che riguarda il magistrato Giancarlo Giusti, gip a Palmi, che per nove volte viene invitato a Milano, all’hotel Brun. Ma non paga mai. Per lui il conto è saldato da un boss del calibro di Giulio Lampada, per una spesa totale di 27mila euro. In queste sue visite milanesi, il magistrato riceve in camera le visite di alcune ragazze identificate dala magistratura, come la ceca Jana, quarantenne, le russe Zhanna 36 anni, ballerina al Rayto de Oro, a La Tour, al Venus, e altri night di Milano e del nord, ed Elena, 41 anni, la kazaca Olga, 34 anni, e la slovena Denisa, 27 anni. Giusti, per telefono, si lascia andare: “… Dovevo fare il mafioso, non il giudice…”

Giusti e Lampada sono ovviamente in ottimi rapporti, il magistrato gli dice che arriva a Milano “la settimana che entra o la prossima… Dipende dal cugino del tuo caro amico medico!… di Giglio!! no?!”, e Giglio sta per Vincenzo, il collega magistrato, presidente del tribunale per le misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria, come conferma lo stesso Lampada. Parlando del “medico”, che si chiama Vincenzo Giglio, i due intendono il magistrato che porta lo stesso nome e cognome. Ecco uno stralcio delle intercettazioni:

LAMPADA (riferendosi al magistrato Vincenzo Giglio): “…Del nostro Presidente, dobbiamo dire!!… Il Presidente delle misure di prevenzione di tutta Reggio Calabria! Sai che dobbiamo fare?…..”

GIUSTI: “… che facciamo, che facciamo??

LAMPADA: “lo convochiamo qualche giorno su a Milano e lo invitiamo… come la vedi tu?”

GIUSTI: “… minchia!! guarda!! dobbiamo parlarne col medico!!!.”..(ride)…

LAMPADA: non dirgli nulla che ti ho detto che è un mese che non ci sentiamo!

GIUSTI: “… tu ancora non hai capito chi sono io… sono una tomba, peggio di.. ma io dovevo fare il mafioso, non il Giudice… però l’idea di portarci il Presidente a Milano non è male, sai?!… Lo vorrei vedere di fronte ad una stoccona!!”

E altre intercettazioni riguardano proprio il magistrato Vincenzo Giuseppe Giglio che, in passato se l’era presa con il “fango della stampa”. E aveva difeso la sua onestà scrivendo anche una lettera a un quotidiano calabrese. Ma i suoi colleghi dell’antimafia lo smentiscono pesantamente. Esaminiamo due punti cruciali, ”E’ falso – dice Giglio – che io abbia mai invitato il signor Lampada a partecipare ad occasioni conviviali a casa mia”. Ma il 13 agosto 2009 Giulio Lampada (che si trova in vacanza a Tropea con la famiglia) conversa con il medico Vincenzo Giglio, il quale si trova a casa del cugino magistrato a Pellaro, con il politico Franco Morelli. Giglio Vincenzo (il medico) parla con il presunto boss, gli dice che il magistrato ha insistito per invitare a pranzo Lampada. Poi la conversazione continua direttamente tra Giulio Lampada e il magistrato.

Giudice Giglio: Pronto!

Lampada: Eccellenza bello!

Giudice Giglio: Carissmo, che si dice, come stai?

Lampada: Me ne son venuto per starmene un pochettino tranquillo da quel casino di bambini che abbiamo a casa mia! Tu come stai?

Giudice Giglio: Benissimo, mi dispice se non si sono determinate le condizioni per vederci oggi!

Lampada: Ma pigliatelo il telefono per qualsiasi cosa…

Lampada, poco dopo, riparlando con il medico lo invitava a dare il suo numero personale al giudice: “Enzuccio, daglielo il mio numero per quanto privato è! Voglio dire, non è che lo do a tutti, ma daglielo al Giudice! Non ti preoccupare”. Il numero in effetti arriva, perché declinando un successivo invito a cena, il giudice dice a Lampada

Giglio: No no no… ci tenevo a farlo io così tra l’altro mi sono fatto dare il tuo numero di cellulare… A te resta il mio… così possiamo sentirci anche direttamente…

Lampada: Ti ringrazio ancora della disponibilità..

Giglio: Sono io che ringrazio te..

E si mettono d’accordo per un’altra possibile occasione

Giglio: Va bene… facciamo così allora… intanto vedo come stanno le cose .. penso che sicuramente domani starà bene mia moglie, quindi ti chiamo io in mattinata domani, va bene?

Un’altra frase che viene contestata al giudice. Eccola: “Le mie funzioni professionali non lo hanno mai riguardato né direttamente né direttamente. Non sono mai stato sollecitato, né avrei accettato alcuna sollecitazione, ad occuparmi di una qualsiasi sua questione”. Il magistrato, dicono i suoi colleghi, pare essersi dimenticato che, qualche mese prima, aveva ricevuto, nella propria abitazione in Reggio Calabria, Giulio Lampada, visite proprio finalizzate ad occuparsi dei problemi giudiziari dei Lampada. Lampada Giulio e il giudice Giglio si sono incontrati nelle seguenti date presso l’abitazione del magistrato: circa 1 ora, dalle 18.52 alle 19.55, il 20.2.10; circa 2 ore, dalle 20.30 alle 22.35, il 25.2.10; circa 45 minuti il 3.3.10; circa 3 ore, dalle 17.30 alle 20.30, il 9.3.10; circa 2 ore, dalle 15.00 alle 17.10, il 16.4.10. Anche alcuni messaggini sono chiari, come “Sono dal giud” (sms da Francesco Lampada a Maria Valle Maria in data 20.2.10), oppure “Gioia mercoledì partiamo che domani sera ci dà l’ambasciata il giud (sms Lampada Francesco Valle Maria 3.3.2010 h. 00.56). E sull’affidabilità del magistrato i clan concordano, visto che lo stesso Francesco Lampada dice: “Io tengo fede della situazione del cugino del medico, hai capito?… Perché l’ho visto che è più… se dice una cosa è “chidda”… ? ho tastato con le mani… Perciò … siamo andati stasera e ci ha detto di avere pazienza qualche giorno in più.. tutto qua..

Lo consiglio a tutti gli appassionati di kick boxing purtroppo l’ ultima giornata che sarebbe la finale sarà il 17 dicembre.Si spera di iniziare nel 2012 con un altro….Registratevi sul sito di Fight Code!!!Presenta l’ineguagliabile e stupenda Barbara Snellenburg!!!Con il presente messaggio colgo l’occasione di dare un augurio particolare ad una donna speciale,tanti auguri Barbara.

www.fight-code.com