Il dissesto delle strade calabresi è un male cronico e Rizziconi lo testimonia

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Non è da ora che il manto della rete stradale della regione calabria versa nel degrado, con un totale di 9922 km di strade regionali e provinciali siamo sempre punto e da capo. Non passa anno che siamo sempre fanalino di coda delle regioni italiane, perché se c’ è da spendere dei soldi per la messa in sicurezza delle strade in Calabria c’ è un metodo tutto particolare quasi restio a venir fronte allo smantellamento dell’ asfalto, dovuto a diverse cause. Un punto cruciale da “allarme rosso” al quale bisogna dare attenzione è la strada provinciale che da Rizziconi porta a Cittanova, appena usciti dal centro abitato Rizziconese è presente un tratto almeno di 1 km  di asfalto che all’ epoca degli ultimi lavori è stato adagiato su una base di cemento costruita con un sistema che per gli anni che furono e il numero dei mezzi in circolazione era adeguato. Ad oggi si presenta con una serie di buche e avvallamenti che ti portano a fare delle sterzate brusche incidendo molto sulla sicurezza individuale, dato che mentre guidi devi stare attento a schivare una buca  ti ritrovi il mezzo che procede dal senso di marcia opposta davanti, cosa che molte volte è capitata, io compreso. Possibile che ancora oggi al 2017 bisogna arrivare a rischiare il tutto anche la vita umana, paghiamo le tasse su luce, gas, carburante, con accise di ogni tipo per usufruire un servizio o gonfiare le tasche di qualcuno? Ad oggi ben poco si è fatto, tra i commenti domenicali di piazza e qualche sopralluogo tanto per, di inizio lavori non c’ è proprio traccia. Un sollecito come da rappresentanti della comunità rizziconese viene fatto alla triade commissariale, di attivarsi con gli enti competenti dato che l’ arteria è di competenza della provincia fusa in città metropolitana, bisogna farsi carico dei problemi e trovare la soluzione più rapida e risolutiva, come ogni buon padre di famiglia si preoccupa dei propri figli.

 

 

 

Giuseppe Ierace

La Riforma la Facciamo noi

 

IMG-20170913-WA0002#LaRiformaLaFacciamo Noi con questo “slogan” due appartenenti alla Polizia Locale hanno dato vita ad un progetto ambizioso e innovativo.

Francesco Patamia (Reggio Calabria) e Vincenzo Macirella ( Minervino Murge – BT), cercando di invertire le “regole del gioco” hanno pensato : “Se invece di continuare a “sognare” la Riforma del Corpo e di riporre ancora fiducia nelle parole di altri, portassimo la nostra Voce in Parlamento?

Come fare ? Cercando di coinvolgere tutti gli appartenenti alla Polizia Locale (circa 60.000) al loro Programma. Consapevoli del fatto che l’Unione ha sempre rappresentato “la forza”, nell’epoca dei “Social”, dove un’idea può fare, nel breve tempo, il “giro del Mondo”, hanno creato una Pagina Facebook dal nome “La Voce della PL in Parlamento”, cercando giorno dopo giorno di rintracciare quanti più colleghi possibile. Considerando che le prossime Elezioni Politiche si terranno sicuramente in Primavera e che i tempi sono ristretti, l’impresa inizialmente sembrava complicata, ma, con grande stupore si constatava che la Pagina, a distanza di soli 20 giorni dalla creazione, registrava più di 2.000 adesioni, che i post pubblicati riuscivano a raggiungere circa 8.000 persone… Molti avrebbero pensato ad un successo, ma, i due fautori dell’iniziativa continuano incessantemente la loro opera, gli stessi spiegano che sono stufi di affidare le loro speranze nelle mani di altri e quindi hanno deciso di lanciare una proposta agli schieramenti politici in campo, ovvero quella di inserire la Riforma della PL nei programmi elettorali ed oltre a questo di candidare, nelle liste del Partito prescelto, degli appartenenti al Corpo, che domani, se eletti, faranno si che la proposta non rimanga nel solito cassetto . Invitandovi a seguire l’iniziativa ci auguriamo una “brillante” riuscita!
 

ASP di Reggio Calabria, emergenza urgenza al servizio dell’ammalato

 

 

 

 

images125Per garantire il servizio di emergenza urgenza medica, nell’intera provincia di Reggio Calabria, sono state acquistate 5 nuove ambulanze e messe su strada nell’autunno del 2015. A distanza di quasi due anni e con tutti i problemi presenti nell’ASP, queste ambulanze sono costrette a trottare per trasferimenti di ammalati da un ospedale all’altro, non riuscendo a soccorrere per tempo gli ammalati in codice rosso. Addirittura sembrerebbe che si vada a scegliere l’ambulanza più lontana dal posto in cui si deve intervenire e le ambulanze più vicine sono ferme in postazione. Il primato di interventi, per il maggior numero di chilometri percorsi, va assegnato alla postazione di emergenza urgenza di Taurianova con 190.000,00 chilometri in meno di due anni di attività. Oltre il doppio di quelli registrati dalle altre quattro sorelle allocate a Scilla, Reggio, Locri e Melito Porto Salvo. Probabilmente l’equipe di Taurianova composta dal personale Infermieristico, Autista e non sempre con il medico a bordo, riesce a dare risposte celeri ed efficaci più delle altre postazioni e viene gettonata per prima dagli operatori della centrale. Non si spiega diversamente, visto che viene attivata continuamente e senza sosta e addirittura durante interventi d’emergenza con l’ammalato a bordo. Molte volte, si parte da Taurianova in direzione dell’ospedale di Melito Porto Salvo per trasferire cittadini traumatizzati e politraumatizzati all’Ospedale di Locri; poi si ritorna a Melito per trasferire gli ammalati all’Ospedale Riuniti per un esame TAC e poi ancora, si riparte in direzione di Locri per un T.S.O. da ricoverare a Soverato, chiudendo con i trasferimenti a Germaneto (CZ).

Ma c’è ancora di più, la centrale operativa del 118 chiede l’intervento dell’ambulanza di Taurianova per un codice rosso su Melito Porto Salvo alle ore 16,00, l’equipe risponde che l’ambulanza è ferma per manutenzione (disinfestazione, lavaggio e cambio olio motore) sarà pronta per partire alle ore 18,00 circa. Fa niente il codice rosso può attendere e appena pronti si ingrana la marcia verso Melito Porto Salvo. Il tutto dopo oltre tre ore dal fax di richiesta d’intervento in estrema urgenza. In verità bisogna dire che le Postazioni di Emergenza Territoriale sono 13: Reggio Nord, Reggio Sud, S. Eufemia d’Aspromonte, Scilla, Melito Porto Salvo, Locri, Bianco, Caulonia, Palizzi, Gioia Tauro, Oppido Mamertina, Polistena e Taurianova, ma quella più vicina per intervenire in tutta la provincia è spesso quella di Taurianova (solo nella giornata del 14/08/2017 ha percorso 713 Km. sic). Orbene, esiste il sistema satellitare per individuare il fermo o la movimentazione delle ambulanze di proprietà dell’ASP e di quelle gestite dal privato. Queste ultime, a volte comunicano alla centrale il fermo macchina per problemi tecnici e le ambulanze vengono sostituite con altre più efficienti ma, non sempre si fa in tempo a installare nuovamente il satellite.A volte accade che mentre un’ambulanza si trova fuori ASP con l’ammalato a bordo, viene chiamata dalla centrale per un codice rosso sul territorio della Piana di Gioia Tauro. Forse non si è ancora capito che l’ammalto meno grave non può scendere dall’ambulanza e fare l’autostop per lasciare il posto a quello più grave. Probabilmente l’operatore di centrale era disattento ma molto attento alla postazione di Taurianova. Pur tuttavia può succedere persino che si ordina di eseguire un codice rosso nei pronto soccorso e nei punti di primo intervento, dove c’è già una postazione di emergenza territoriale attiva ferma lì in attesa di lavorare.Ma tutto questo probabilmente rientra nei codici dei regolamenti dell’emergenza dell’ASP di Reggio, forse di colore diverso da quelli indicati dalle linea guida sull’emergenza urgenza italiana.

IL SEGRETARIO REGIONALE S.U.L.P.I.
Giuseppe Gentile

L’ASP DI REGGIO CALABRIA RINVIA LE DECISIONI – IL N.A.S. POTREBBE CHIUDERE L’OSPEDALE

 

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Da oltre un anno, si trascina irresponsabilmente la decisione sulle carenze di pulizia e sanificazione degli ospedali e strutture sanitarie dell’ASP di Reggio Calabria. Il problema è stato affrontato in Prefettura e doveva essere risolto da tempo ma, a distanza di quattro mesi dall’accordo sottoscritto, il Direttore Generale dell’ASP non ha firmato la delibera di integrazione della parte carente dell’appalto. Eppure questa delibera è sulla sua scrivania dal mese di Luglio, firmata dal Direttore dell’Ufficio Acquisizione Beni e Servizi dell’ASP, corredata da una relazione del Responsabile delle Attività Tecniche e Patrimonio, l’impegno di spesa è stato preso e rientra nell’importo assegnato alla gara.  Il tutto è relativo ad alcuni errori materiali commessi nella quantificazione dei metri quadri degli spazi da pulire e sanificare nell’Ospedale di Polistena e delle strutture sanitarie territoriali, non inserite nella gara e ricadenti nell’ex ASL di Locri. Insomma è una delibera integrativa che riconosce la reale necessità di pulizia e sanificazione di tutti locali delle strutture sanitarie e ospedaliere. L’appalto in essere permette di fare queste integrazioni   e   bisogna   farle   al   più   presto.   Pur   tuttavia,   qualora   questi   errori   siano   stati   fatti strumentalmente, bisogna comunque sanare subito queste carenze. Poi, se ci saranno responsabilità ai vari livelli dirigenziali, sarà la Magistratura ad accertarle. Per adesso serve intervenire e mettere in sicurezza l’igiene e la sanificazione dei locali Ospedalieri e di quelli della sanità territoriale. Se non si farà questo, basterà un semplice sopralluogo dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, per determinare l’immediata chiusura di intere strutture ospedaliere e territoriali. D’altronde, la corretta gestione della Sanità Pubblica, impone decisioni immediate per garantire l’erogazione di servizi pubblici essenziali e questo lo deve fare il Direttore Generale, non altri. Certamente non si può mettere un ginocchio un Sistema Sanitario Provinciale già fortemente provato dalla carenza di personale, lasciandolo nella sporcizia e rischiando di chiudere interi reparti di degenza e importanti strutture sanitarie. Questa problematica attende soluzioni da troppo tempo e non può più aspettare. Perciò deve essere la priorità della Direzione Generale. Bisogna intervenire oggi, perché domani potrebbe essere troppo tardi: il perseverare nel lasciare le sale operatorie e corsie di degenza ospedaliere sporche dalle ore 17,00 alle 6,00 dell’indomani di tutti i santi giorni della settimana, col gravissimo rischio di infezione per gli ammalati e per i cittadini, è diventato insopportabile.Questa è il nodo da sciogliere subito, altrimenti Ospedali e strutture sanitarie, prive delle norme di sicurezza, igiene e sanificazione, devono essere chiuse e il N.A.S. deve intervenire e tutelare la salute  degli ammalati e dei cittadini.

IL SEGRETARIO REGIONALE S.U.L.P.I.

Giuseppe Gentile

 

Con la chitarra corre sulla via di un sogno

 

 

LawrenceChi vive con lo stereotipo tradizionalista calabrese pensa sempre che questo lembo di terra sia la culla dell’ arrangiarsi come può, con la convinzione di non poter produrre qualcosa di nuovo e ambizioso. I tempi corrono e l’inesorabile corso ha cambiato le esigenze, le mode. Ci sono giovani che hanno progetti da portare avanti, convinti nel suo obiettivo e l’intraprendenza non manca. Le idee sono già chiare per un giovane artista di Polistena Lorenzo Cannavò in arte  Lawrence; da sempre è stato molto affascinato dal genere di musica Rock, quindi dopo anni da simpatizzante e seguace ha iniziato un percorso da solista, la chitarra e il microfono insieme alla passione lo hanno reso credibile delle sue potenzialità.Esordisce con un suo E.P “The Otherside” il 19 di giugno registrato presso lo studio Blanko Records di Giuseppe Novella a Caulonia. Con lui hanno suonato: Vincenzo Condò, Matteo Barilaro, Giuseppe Curinga, Pasquale Siciliano, Andrea Ammendolia e Matteo Mazzotta. L’ E. p è stato pubblicato sulle più importanti piattaforme Spotify, I Tunes, Deezer . Adesso Lawrence è impaziente nel farsi conoscere dal pubblico, vivere quelle emozioni uniche che un artista insieme ai suoi fan possono generare, un connubio perfetto, da subito con il gruppo August in Nevada partirà il suo tour nei locali di tutta la Calabria. Come ogni progetto l’ideatore si aspetta il meglio, quindi sarà un luglio incandescente ma su tutti i profili date le temperature che ci stanno soffocando, l’organizzazione non manca e la voglia di fare “centro” è tanta, per ogni traguardo si deve spendere del tempo e delle risorse un punto che Lawrence  sottolinea, è ottimista, con l’impegno di tutti crede di potercela fare. La Calabria prolifera talenti ma è pur vero che serve la chiave giusta per aprire la porta del successo. “Ad Maiora Semper”.

 

L’ unico ospedale della piana sta morendo

 

P1000286All’Ospedale di Polistena c’è il caos totale: i reparti esplodono, il personale è carente o inesistente, le sale operatorie di notte rimangono sporche, i professionisti soffrono di una condizione di lavoro terribile dalla quale bisogna uscirne immediatamente. La mancanza di sangue in questo ospedale di riferimento, non permette più di effettuare interventi di Ortopedia, Chirurgia e Ostetricia/Ginecologia in emergenza, a fronte delle molteplici emergenze. Spesso di notte le sale operatorie sono invase da feci, urine, sangue, liquido amniotico e vomito, fermi ad aspettare il giorno successivo per essere pulite e igienizzate; di notte le attività di supporto sono garantite da un solo Operatore Socio Sanitario a chiamata in reperibilità.

Si è difronte spesso a uno scenario raccapricciante, veri e propri drammi umani ingestibili. Basta pensare a una delle tanti notti dove ci sono 5 parti, il reparto è stipato come un uovo sodo, partorienti sulle poltrone in attesa di ricovero con le membrane rotte, sale operatorie sporche e nessuno alza un dito per risolvere il problema. E’ di pochi mesi il nostro grido d’allarme dove si rischiava di far partorire per terra le gestanti. Da allora si è precipitato sempre più nell’abisso al punto tale da mettere in discussione tutti i livelli di assistenza. Difatti, persino i servizi pubblici essenziali sono con l’acqua alla gola: l’unica TAC, presente nel comprensorio della Piana a Polistena, è guasta da una settimana per un danno grave da usura e nessuno ha deciso di comprarne una nuova; il personale medico viene messo in mobilità d’urgenza e anziché risolvere i problemi se ne creano altri; i professionisti seri e onesti pronti a superare il proprio dovere si ritrovano inchiodati e costretti a desistere nel loro intento di cambiamento del sistema. Purtroppo quando si tenta di gestire la politica sanitaria da postazioni lontani dall’ammalato, non si riesce a far nulla di buono e si rischia di mandare in corto circuito quel poco che funziona. Intanto la programmazione aziendale rimane sulla carta e i tempi di attuazione non saranno brevi; le nomine dei Direttori Aziendali, Sanitario e Amministrativo, rischiano di saltare; le 4 prescrizioni fatte in 4 anni per il centro trasfusionale di Polistena ne hanno decretato la chiusura; le casse dell’ASP sono continuamente prosciugate dai provvedimenti  dei Commissari ad Acta; il personale addetto alle pulizie dell’ospedale di Polistena è stremato, sottoposto a un carichi di lavoro disumani di tre ore lavorative giornaliere ma costretti a pulire e disinfettare l’impossibile; questi lavoratori devono fare la questua per ricevere il misero stipendio, da sempre pagato con forti e ingiustificabili ritardi e questo mese la miseria è stata erogata soltanto per la metà riferita al mese di maggio. Questa lunga sequela di negatività non depone affatto bene per una direzione aziendale dalla quale si aspettava un serio e immediato cambiamento. Probabilmente non basta l’esperienza di un Direttore ferrato sui Livelli Essenziali di Assistenza, ma non in grado di realizzarli sul campo, né serve più di tanto una gestione commissariale litigiosa incapace di far partire le assunzioni di personale.

Orbene non è questo che si merita una terra già sofferente come la nostra dove non dobbiamo continuare a dire che al peggio non c’è mai fine. Pretendiamo fatti concreti, visibili e tangibili. La salute è un fatto molto serio e forse sarebbe ora che i cittadini decidessero una volta per tutte di rivendicare seriamente questo di diritto.

Cittanova, lì 04 Luglio 2017

IL SEGRETARIO REGIONALE S.U.L.P.I.                                                                                Giuseppe Gentile

 

 

 

Il ricordo di un giorno speciale

 

Barbara sDallo scorrere del tempo inesorabile, c’ è qualcosa che di più grande rimane tangibile. Un salto nel passato al quale sei legato da quel periodo sbarazzino, l’ adolescenza che ti porta spensierato ad agire con quel barlume di responsabilità che si limitava solo a pensare cosa si sarebbe fatto il giorno successivo, dove le lezioni di scuola erano una penitenza quotidiana. Tutti ci siamo passati e in qualche modo ci vorremmo ritornare, una mancanza, la malinconia di quel sole che ti illuminava il viso e la non maturità per te aveva già deciso. Il 30 di giugno è una data importante come ogni giorno nel quale si rinnova una nascita,  un matrimonio; un evento per il quale si lascia scorrere l’ inevitabile, perché purtroppo siamo di passaggio. Quale soggetto migliore se non un’ autentica principessa , l’Olandese Barbara Snellenburg che del suo stile di vita si può dire  ne ha fatto un “Modello”. Chi non rammenta quegli sguardi da adolescente  innamorata rivolti al suo Marco(Raul Bova) che insieme si resero celebri negli anni 90 con il film di Vanzina “Piccolo Grande Amore”. Non è solo bella, è molto di più, perché ad accostarsi al personaggio della nobiltà che sognava una vita normale nella realtà di ogni giorno c’ è una donna speciale che del vivere bene ne ha fatto un proprio stile. Milano in qualche modo l’ha adottata, ogni tanto tra una pausa e l ‘altra la si vede girovagare per le strade con la spensieratezza di una quindicenne, con lo charme di una trentenne non dimenticandosi mai di sorridere e arrossire; questo è il suo modo di vivere. Sarà un giorno importante un giorno diverso, ricorre la nascita di un’ eleganza, di una raffinatezza con tanta umiltà lei ne ha fatto certezza. “Tanti auguri Barbara”. <3

 

L’APPALTO DELLE PULIZIE NON DEVE CREARE DISPARITA’ TRA I LAVORATORI

Peppe GentileNon è semplice calarsi nelle realtà locali del territorio calabrese, né tanto meno riuscire a comprendere la difficile condizione di vita lavorativa delle Operaie e Operai dipendenti delle Società di Servizi facenti capo alla Helios, Capofila dell’Associazione Temporanea d’Imprese vincitrice dell’appalto bandito dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. Come SULPI abbiamo più volte denunciato pubblicamente gli errori nascosti di un appalto non corrispondente alle reali esigenze dei luoghi dove viene applicato. Eppure la soluzione c’è ma tarda ad arrivare. Tutto ciò, non solo ha determinato e determina una grave contrazione delle prestazioni lavorative nelle strutture di ricovero e cura ma, mette in ginocchio il salario dei lavoratori tagliato a metà per colpe ancora nascoste. Per queste ragioni è stata indetta una giornata di sciopero il 13 Aprile 2017 all’Ospedale di Polistena, poi revocata a seguito dell’incontro/accordo avvenuto in Prefettura. Quell’accordo ha sancito un primo intervento positivo da parte dell’ASP di Reggio Calabria, riconoscendo l’alto e medio rischio all’Ospedale di Polistena ma non è stato esaustivo. Difatti, la prima fase di rimodulazione delle zone a basso, medio e alto rischio, ha permesso il riconoscimento dell’alto e medio rischio all’Ospedale di Polistena ma è servita soltanto a far rientrare dal disavanzo economico mensile la Società di Servizi S.G.S.. Pur tuttavia, nessun effetto positivo c’è stato sulla riduzione dell’orario di lavoro degli Operai. Adesso più che mai è impellente procedere alla seconda fase stabilita nell’accordo, dove la stessa ASP “s’impegnava altresì a valutare adeguate soluzioni alternative, in termini operativo-gestionali, nel caso in cui il primo intervento non dovesse condurre alle soluzioni auspicate”.
Pertanto si rende necessario attivare adeguate soluzioni alternative previste dalla gara d’appalto e ricondurre alla normale attività tutta la forza lavoro di Polistena al pari delle altre società facenti parte dell’A.T.I.. Bisogna eliminare la decurtazione dell’orario attuata solo dalla S.G.S. e solo all’ Ospedale di Polistena, per ripristinare l’intero orario di lavoro settimanale alle Operaie ed Operai presenti in quel posto di lavoro.
In tal senso, il SULPI ha inoltrato richiesta d’incontro urgente, sia alla Direzione Generale dell’ASP, sia alla Società di Servizi S.G.S., per attuare l’impegno assunto in Prefettura e dimostrare fino in fondo il valore politico-gestionale del Direttore Generale dell’ASP su questi problemi di grande sofferenza sociale, di legalità, trasparenza e dignità lavorativa. Non è più tempo di aspettare, le madri e padri di famiglia non riescono più a sopravvivere con un salario ridotto al 50% da quasi un anno.
Qualora la richiesta d’incontro non dovesse portare alla soluzione auspicata, sarà necessario intraprendere nuove ed incisive azioni di lotta.

Cittanova, lì 01 Giugno 2017
IL SEGRETARIO REGIONALE S.U.L.P.I.
Giuseppe Gentil

La notte non fa più paura sbarca al cinema Gentile di Cittanova

18360626_120332000616342177_538375475_nInarrestabile l’operato del nostro conterraneo Walter Cordopatri Attore Calabrese, fondatore e direttore artistico  della SRC- Scuola di Recitazione della Calabria  unica in regione che sta formando potenziali artisti in diverse discipline. Da febbraio i corsi sono attivi per le varie fasce di età, molto positivo è stato il riscontro da chi partecipa direttamente e anche dai simpatizzanti presenti nello svolgere le lezioni, dando una boccata d’ aria nuova per Cittanova e per tutta la regione Calabria. A scaldare gli animi è l’attesa de film sul sisma d’Emilia del 2012 “La notte non fa più paura” che arriva in Calabria per la prima volta con una proiezione unica e speciale! Lo stesso è stato presentato alla camera dei deputati e al parlamento europeo di Bruxelles. Alla serata parteciperà il Cordopatri sceneggiatore e protagonista del film. La pellicola è già stata pluripremiata nei vari festival in giro per l’Italia e non; fra i principali: “Premio Gianni di Venanzo 2015” miglior film, miglior fotografia, miglior colonna sonora. “Premio Banca del Valdarno (Cinema Fedic 2016)”. All’ opera che meglio evidenzia i valori della cooperazione e della solidarietà. Bobbio Film Festival 2016 di Marco Bellocchio, in programma come evento speciale ed infine “Festa del Cinema di Roma Sezione Riflessi”. Ora sarà il momento tanto atteso nella terra natia dell’ attore, il 21 di maggio corrente alle 21:00 il film sarà proiettato al cinema Gentile di Cittanova sede anche della scuola di recitazione, un momento di gloria e soddisfazioni, tanti sacrifici hanno portato al realizzarsi del lungometraggio che parla di una catastrofe naturale e di speranza come l’ Emilia anche la Calabria terra altamente sismica si rivede in quelle scene toccanti ma non bisogna fermarsi, rimboccandosi le maniche cercando di superare le avversità di madre natura. Infine dopo l’incontro di questi ultimi giorni che ha messo a confronto la scuola di recitazione con il direttore del GFF Giffoni Film Festival ci saranno di consueto degli scenari che verranno svelati dopo la proiezione del film, cosa dire vale la pena recarsi a seguire l’evento, è la Calabria che vuole cambiare, quella che lavora, quella che non abbassa la testa e con caparbietà aspira a traguardi sempre più ambiti.

Per Prenotazione e biglietti 0966 661779.

Giuseppe Ierace

Il Calabrese DJ MBATO’ l’uomo che fa esplodere le piste

620420_109432352535816_1656780885_oFiglio d’arte sin da bambino si avvicinò alla musica funk e disco. La figura del padre, pioniere della radio privata in Calabria già dalla fine degli anni ’70 è stata determinante in tutto il suo percorso da professionista. Il legame per la cultura della black music e all’underground avviene definitivamente alla fine degli anni ’80, grazie ad un’altra passione che parallelamente alla musica lo accompagnava nella sua crescita; la pratica dello skateboarding e ai primi ascolti di rap americano. Nel 1991 si annoverava il suo primo paio di giradischi, dove lo scratching e il cutting fu pane quotidiano nel migliorarsi alla sua attività da dj . Per diverso tempo continuò a praticarla nell’ anonimato, fino alla metà degli anni novanta quando, grazie ad una serie di incontri con persone del settore,fondamentali per il suo sviluppo artistico, entra a far parte del collettivo che in seguito prenderà il nome di Stranimali Social Club. Mette nero su bianco pagine importanti della storia dell’underground calabrese ed italiano, assieme ad altri, ai compagni di merende Dj Manueli, Fiume, Marco Lombardo, Zamo Mc, Dj Marcio (R.I.P.) e altri ancora, a suon di mixtapes su cassettina e party per pochi intimi. A 16 anni gli viene proposto di gestire interamente un piccolo club sul mare a Tropea capienza circa 400 persone l’OLD WELL DISCO, li affina tutto quello che il suo bagaglio professionale aveva acquisito  mischiando disco soul funk house e hip hop per tutta la notte  solo e senza supporto di voci .Il club esplode manda in crisi i 2 leggendari club  della zona  (Casablanca e Rebus), ricorda ancora la notte di ferragosto del 96 dove le forze dell’ordine sono intervenute per placare la marea di persone giunte.. si contarono circa 1500 presenze. Nel 2000 dopo essersi trasferito a Milano partecipa all’ album “V Potere” di Gente Guasta. Da là una serie di partecipazioni a grossi eventi della “Milano bene”, che lo porta a conoscere i migliori esponenti del panorama nazionale, firma anche un contratto con X-Forma, casa produttrice Milanese per videogiochi multimediali. Djmbatò lo possiamo definire una macchina per musica, se non fosse per il normale vivere come natura vuole quindi il mangiare, dormire e qualunque altra cosa che sia un fabbisogno e come tale insostituibile potrebbe aspirare ad essere menzionato nel libro dei winnes dei primati. La musica fatta uomo, dedito al buon sound che mira a soddisfare le esigenze del popolo della notte proponendo sempre delle novità rendendo l’ambiente dinamico e di tendenza. Per concludere dichiara che ha ancora molti progetti che verranno presentati e il primo tra questi sarà la collaborazione col rapper Mastino.

Giuseppe Ierace