Marco Bocci e Walter Cordopatri di nuovo insieme con un progetto per la SRC Scuola di Recitazione Calabrese

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Inizia tutto sul Set di
“Calibro 9”, il nuovo film prodotto dalla Minerva Pictures per la regia di Toni D’Angelo, dove l’attore calabrese, Direttore della Scuola di Recitazione della Calabria,Walter Cordopatri si trova a lavorare al fianco di
Marco Bocci. I due, durante i giorni di riprese, hanno avuto modo di approfondire la loro conoscenza ed intessere un bel rapporto di amicizia che li ha portati a parlare anche della SRC, Scuola di Recitazione della Calabria, ideata dallo stesso Cordopatri. Una realtà nata da un sogno: quello di ridare alla Calabria e ai calabresi una vera e propria scuola di recitazione, con un’offerta formativa di altissimo livello, punto di riferimento artistico, sociale e culturale per l’intero Mezzogiorno. Una realtà che giorno dopo giorno raccoglie consensi e si apre a nuove e proficue collaborazioni.Bocci ha raggiunto un grandissimo successo in seguito alle serie TV Romanzo Criminale e Squadra Antimafia ma si è rivelato essere, agli occhi del Direttore della SRC, oltre che il classico“volto noto”, una figura di grande levatura artistica, un professionista con grande esperienza e competenza sia in ambito cinematografico che teatrale, ed è proprio in virtù della grande stima riposta nei suoi confronti che è nata la proposta di collaborazione, colta con entusiasmo e curiosità dallo stesso Bocci, spinto forse anche da una simpatica coincidenza:
Giorgio Colangeli,
Coordinatore Didattico della SRC, sarà infatti tra iprotagonisti di“A Tor Bella Monaca non piove mai”, il suo primo film da regista.Una collaborazione non solo sul set dunque, ma che sarà presto ufficiale, nei termini e nei ruoli,
anche in ambito formativo, all’interno della SRC.
Dopo Giorgio Colangeli, un altro grande nome si affaccia alla Scuola di Recitazione della
Calabria, già in collaborazione ufficiale con ilGiffoni Film Festival e patrocinata dal
Comune di Cittanova.

L’appello della moglie scomparso Claudio Marscia di Paularo

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buongiorno a tutti, devo chiedere un grande favore a tutti: lui è Claudio Marscia mio marito giovedì 8.08.19 alle ore 8.30 di mattina e uscito di casa e non ha fatto più rientro, il cellulare è sempre spento e non abbiamo più notizie di lui…Si è allontanato di casa con la sua macchina una citroen C4 picasso grigio scuro targata CN 610 EL con dei fiocchi rosa entrambi i lati degli specchietti…chiunque lo avvistasse contatti subito le forze dell ordine perfavore.

il Monte Amariana: arrivare in vetta ti trasmette una pace dei sensi

 

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Da un anno e qualche settimana mi ritrovo per ragioni di lavoro nell’alto Friuli Venezia Giulia precisamente a Tolmezzo capoluogo della rinomata Carnia  con  paesaggi pittoreschi tra i monti che fanno parte delle Prealpi Giulie,i suoi fiumi, i suoi laghi e il resto che rende  un ambiente unico staccato da quel caos delle città metropolitane dove governano le ruote su strada viceversa da queste zone  dove  regna una tranquillità di altri tempi. Arrivando da Udine per l’autostrada A23  o per la strada statale nelle vicinanze di Gemona del Friuli iniziavo a osservare questi monti contornati da boscaglia con delle cime color dolomitico situati là come dei vigilanti al controllo delle valli, una su tutte si ritrova al ridosso del centro abitato di Amaro uno dei luoghi d’accesso al sentiero da dove si prosegue verso la vetta,abitando a Caneva di Tolmezzo quando mi recavo  a lavoro in ospedale attraversavo il ponte che sovrasta il torrente but e da lì lo sguardo ogni volta si perdeva su quella vetta, bellissima  a forma di piramide con quelle nuvole a rasentare la punta dava l’impressione che ci fosse qualcosa di “Sacro”.Quindi acquistato l’indispensabile per far fronte ai sentieri e dei tratti di ferrata cercavo più informazioni possibili per capire se ci fosse stata qualche difficoltà per arrivare in cima. Dopo aver ascoltato una mia amica Carnica Vanessa Miu che di montagna ne sa molto più di me essendo anche istruttrice di sci, attendevo soltanto una giornata più favorevole con il meteo, dato che i temporali estivi non si sono facevano attendere succedendosi di settimana in settimana. Arrivata la mattina del 15 luglio ero in dubbio se salire o no a parte il meteo che nel primo pomeriggio portava dei peggioramenti c’era la mia insicurezza nel fare l’escursione in solitaria, decisi verso le 9:30 di partire, quindi presi lo zaino e la macchina arrivato al parcheggio che si trova su gli 800 m a ridosso della montagna iniziai la mia risalita tra i vari sentieri, più salivi e più lo spettacolo diventava suggestivo, a parte lo scroscio di qualche pietra che cadeva lungo il sentiero e il richiamo di qualche rapace ti ritrovavi immerso tra bosco e roccia che bellezza!! I primi sintomi arrivavano con un leggero mal di testa e di stanchezza dovuto al’altitudine e quando mi ritrovai sulla roccia nuda a risalire con le braccia distese sul cavo d’acciaio, dopo 2 ore di cammino la cima era quasi davanti, terminando il decimo tratto di ferrata a distanza intravidi la madonnina dando un bel sospiro di sollievo, per il resto era solo sdraiarsi e ammirare tutte le montagne attorno con il lago di Cavazzo incastonato in quella valle, un esperienza da rifare almeno in compagnia.

GIUSEPPE IERACE

Nulla è più dolce d’amore” in scena ieri sera presso il Tempio Marasà di Locri lo spettacolo della SRC dedicato a Nosside

Nulla è più dolce d'amore
Uno scenario a dir poco suggestivo quello del Tempio Marasà, all’interno del Parco Archeologico Nazionale di Locri. Una terra che parla da sè, una location che non ha bisogno di palcoscenici e scenografie, che è teatro essa stessa, da secoli, di storia, arte, cultura. E i ragazzi della Scuola di Recitazione della Calabria, sotto la regia dell’autrice, Daniela Marra, hanno saputo cogliere il
significato profondo della storia e dei luoghi, portando in scena un’opera che ha voluto essere un omaggio a Nosside si, ma non solo. “Nulla è più dolce d’amore” parla di poesia, di appartenenza, di identità, parla di un universo femminile che già in età ellenistica si imponeva con una forza
dirompente. Lo spettacolo, a cura dell’Associazione Prosopon e della SRC, Scuola di Recitazione della Calabria,
ideata e diretta da Walter Cordopatri, Coordinata da Giorgio Colangeli, patrocinata dal comune di Cittanova e dal Giffoni Film Festival, è stato l’ultimo tassello di un progetto molto più ampio,
cofinanziato dalla Regione Calabria, che ha avuto come obiettivo la valorizzazione del sistema dei beni culturali e la qualificazione e rafforzamento dell’attuale offerta culturale presente in Calabria. A tal fine
il biglietto di ingresso includeva, in collaborazione con il Club di Territorio di Reggio Calabria del T.C.I.,
la visita guidata al sito archeologico e un contributo al sito archeologico stesso.
Un successo indiscusso portato a casa con orgoglio da tutto lo staff SRC.
In scena Annalisa Schiavone, Caterina Filardo e Domiziana Sapone – diplomate SRC – e gli allievi Cecilia
Versace, Federica Sottile, Arcangelo Deleo, Fabio Taca, Sergio Nicolaci, Vincenzo Petullà. Voice over
Mario Parlagreco. Assistente Regia Santo Nicito.
Scenografie di Nicola Dardano e Porzia De Crea; costumi di Porzia De Crea, Eurema Pentimalli, Enza
Rocchitelli; foto Laura Bova; video Davide Carbone e Giovanni Martino.
Le attività della SRC continuano senza sosta con un tour che la vedrà presente tra le piazze e i comuni della Regione Calabria con performances e stand informativi al fine di promuovere il nuovo anno
accademico. Già da qualche giorno è infatti possibile, attraverso il sito internet ufficiale, iscriversi ai
laboratori pomeridiani che partiranno a settembre o prenotare la propria audizione per essere ammessi alla MasterClass, percorso accademico triennale unico sul territorio regionale.