ASP di Reggio Calabria, emergenza urgenza al servizio dell’ammalato

 

 

 

 

images125Per garantire il servizio di emergenza urgenza medica, nell’intera provincia di Reggio Calabria, sono state acquistate 5 nuove ambulanze e messe su strada nell’autunno del 2015. A distanza di quasi due anni e con tutti i problemi presenti nell’ASP, queste ambulanze sono costrette a trottare per trasferimenti di ammalati da un ospedale all’altro, non riuscendo a soccorrere per tempo gli ammalati in codice rosso. Addirittura sembrerebbe che si vada a scegliere l’ambulanza più lontana dal posto in cui si deve intervenire e le ambulanze più vicine sono ferme in postazione. Il primato di interventi, per il maggior numero di chilometri percorsi, va assegnato alla postazione di emergenza urgenza di Taurianova con 190.000,00 chilometri in meno di due anni di attività. Oltre il doppio di quelli registrati dalle altre quattro sorelle allocate a Scilla, Reggio, Locri e Melito Porto Salvo. Probabilmente l’equipe di Taurianova composta dal personale Infermieristico, Autista e non sempre con il medico a bordo, riesce a dare risposte celeri ed efficaci più delle altre postazioni e viene gettonata per prima dagli operatori della centrale. Non si spiega diversamente, visto che viene attivata continuamente e senza sosta e addirittura durante interventi d’emergenza con l’ammalato a bordo. Molte volte, si parte da Taurianova in direzione dell’ospedale di Melito Porto Salvo per trasferire cittadini traumatizzati e politraumatizzati all’Ospedale di Locri; poi si ritorna a Melito per trasferire gli ammalati all’Ospedale Riuniti per un esame TAC e poi ancora, si riparte in direzione di Locri per un T.S.O. da ricoverare a Soverato, chiudendo con i trasferimenti a Germaneto (CZ).

Ma c’è ancora di più, la centrale operativa del 118 chiede l’intervento dell’ambulanza di Taurianova per un codice rosso su Melito Porto Salvo alle ore 16,00, l’equipe risponde che l’ambulanza è ferma per manutenzione (disinfestazione, lavaggio e cambio olio motore) sarà pronta per partire alle ore 18,00 circa. Fa niente il codice rosso può attendere e appena pronti si ingrana la marcia verso Melito Porto Salvo. Il tutto dopo oltre tre ore dal fax di richiesta d’intervento in estrema urgenza. In verità bisogna dire che le Postazioni di Emergenza Territoriale sono 13: Reggio Nord, Reggio Sud, S. Eufemia d’Aspromonte, Scilla, Melito Porto Salvo, Locri, Bianco, Caulonia, Palizzi, Gioia Tauro, Oppido Mamertina, Polistena e Taurianova, ma quella più vicina per intervenire in tutta la provincia è spesso quella di Taurianova (solo nella giornata del 14/08/2017 ha percorso 713 Km. sic). Orbene, esiste il sistema satellitare per individuare il fermo o la movimentazione delle ambulanze di proprietà dell’ASP e di quelle gestite dal privato. Queste ultime, a volte comunicano alla centrale il fermo macchina per problemi tecnici e le ambulanze vengono sostituite con altre più efficienti ma, non sempre si fa in tempo a installare nuovamente il satellite.A volte accade che mentre un’ambulanza si trova fuori ASP con l’ammalato a bordo, viene chiamata dalla centrale per un codice rosso sul territorio della Piana di Gioia Tauro. Forse non si è ancora capito che l’ammalto meno grave non può scendere dall’ambulanza e fare l’autostop per lasciare il posto a quello più grave. Probabilmente l’operatore di centrale era disattento ma molto attento alla postazione di Taurianova. Pur tuttavia può succedere persino che si ordina di eseguire un codice rosso nei pronto soccorso e nei punti di primo intervento, dove c’è già una postazione di emergenza territoriale attiva ferma lì in attesa di lavorare.Ma tutto questo probabilmente rientra nei codici dei regolamenti dell’emergenza dell’ASP di Reggio, forse di colore diverso da quelli indicati dalle linea guida sull’emergenza urgenza italiana.

IL SEGRETARIO REGIONALE S.U.L.P.I.
Giuseppe Gentile

L’ASP DI REGGIO CALABRIA RINVIA LE DECISIONI – IL N.A.S. POTREBBE CHIUDERE L’OSPEDALE

 

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Da oltre un anno, si trascina irresponsabilmente la decisione sulle carenze di pulizia e sanificazione degli ospedali e strutture sanitarie dell’ASP di Reggio Calabria. Il problema è stato affrontato in Prefettura e doveva essere risolto da tempo ma, a distanza di quattro mesi dall’accordo sottoscritto, il Direttore Generale dell’ASP non ha firmato la delibera di integrazione della parte carente dell’appalto. Eppure questa delibera è sulla sua scrivania dal mese di Luglio, firmata dal Direttore dell’Ufficio Acquisizione Beni e Servizi dell’ASP, corredata da una relazione del Responsabile delle Attività Tecniche e Patrimonio, l’impegno di spesa è stato preso e rientra nell’importo assegnato alla gara.  Il tutto è relativo ad alcuni errori materiali commessi nella quantificazione dei metri quadri degli spazi da pulire e sanificare nell’Ospedale di Polistena e delle strutture sanitarie territoriali, non inserite nella gara e ricadenti nell’ex ASL di Locri. Insomma è una delibera integrativa che riconosce la reale necessità di pulizia e sanificazione di tutti locali delle strutture sanitarie e ospedaliere. L’appalto in essere permette di fare queste integrazioni   e   bisogna   farle   al   più   presto.   Pur   tuttavia,   qualora   questi   errori   siano   stati   fatti strumentalmente, bisogna comunque sanare subito queste carenze. Poi, se ci saranno responsabilità ai vari livelli dirigenziali, sarà la Magistratura ad accertarle. Per adesso serve intervenire e mettere in sicurezza l’igiene e la sanificazione dei locali Ospedalieri e di quelli della sanità territoriale. Se non si farà questo, basterà un semplice sopralluogo dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, per determinare l’immediata chiusura di intere strutture ospedaliere e territoriali. D’altronde, la corretta gestione della Sanità Pubblica, impone decisioni immediate per garantire l’erogazione di servizi pubblici essenziali e questo lo deve fare il Direttore Generale, non altri. Certamente non si può mettere un ginocchio un Sistema Sanitario Provinciale già fortemente provato dalla carenza di personale, lasciandolo nella sporcizia e rischiando di chiudere interi reparti di degenza e importanti strutture sanitarie. Questa problematica attende soluzioni da troppo tempo e non può più aspettare. Perciò deve essere la priorità della Direzione Generale. Bisogna intervenire oggi, perché domani potrebbe essere troppo tardi: il perseverare nel lasciare le sale operatorie e corsie di degenza ospedaliere sporche dalle ore 17,00 alle 6,00 dell’indomani di tutti i santi giorni della settimana, col gravissimo rischio di infezione per gli ammalati e per i cittadini, è diventato insopportabile.Questa è il nodo da sciogliere subito, altrimenti Ospedali e strutture sanitarie, prive delle norme di sicurezza, igiene e sanificazione, devono essere chiuse e il N.A.S. deve intervenire e tutelare la salute  degli ammalati e dei cittadini.

IL SEGRETARIO REGIONALE S.U.L.P.I.

Giuseppe Gentile