Con la chitarra corre sulla via di un sogno

 

 

LawrenceChi vive con lo stereotipo tradizionalista calabrese pensa sempre che questo lembo di terra sia la culla dell’ arrangiarsi come può, con la convinzione di non poter produrre qualcosa di nuovo e ambizioso. I tempi corrono e l’inesorabile corso ha cambiato le esigenze, le mode. Ci sono giovani che hanno progetti da portare avanti, convinti nel suo obiettivo e l’intraprendenza non manca. Le idee sono già chiare per un giovane artista di Polistena Lorenzo Cannavò in arte  Lawrence; da sempre è stato molto affascinato dal genere di musica Rock, quindi dopo anni da simpatizzante e seguace ha iniziato un percorso da solista, la chitarra e il microfono insieme alla passione lo hanno reso credibile delle sue potenzialità.Esordisce con un suo E.P “The Otherside” il 19 di giugno registrato presso lo studio Blanko Records di Giuseppe Novella a Caulonia. Con lui hanno suonato: Vincenzo Condò, Matteo Barilaro, Giuseppe Curinga, Pasquale Siciliano, Andrea Ammendolia e Matteo Mazzotta. L’ E. p è stato pubblicato sulle più importanti piattaforme Spotify, I Tunes, Deezer . Adesso Lawrence è impaziente nel farsi conoscere dal pubblico, vivere quelle emozioni uniche che un artista insieme ai suoi fan possono generare, un connubio perfetto, da subito con il gruppo August in Nevada partirà il suo tour nei locali di tutta la Calabria. Come ogni progetto l’ideatore si aspetta il meglio, quindi sarà un luglio incandescente ma su tutti i profili date le temperature che ci stanno soffocando, l’organizzazione non manca e la voglia di fare “centro” è tanta, per ogni traguardo si deve spendere del tempo e delle risorse un punto che Lawrence  sottolinea, è ottimista, con l’impegno di tutti crede di potercela fare. La Calabria prolifera talenti ma è pur vero che serve la chiave giusta per aprire la porta del successo. “Ad Maiora Semper”.

 

L’ unico ospedale della piana sta morendo

 

P1000286All’Ospedale di Polistena c’è il caos totale: i reparti esplodono, il personale è carente o inesistente, le sale operatorie di notte rimangono sporche, i professionisti soffrono di una condizione di lavoro terribile dalla quale bisogna uscirne immediatamente. La mancanza di sangue in questo ospedale di riferimento, non permette più di effettuare interventi di Ortopedia, Chirurgia e Ostetricia/Ginecologia in emergenza, a fronte delle molteplici emergenze. Spesso di notte le sale operatorie sono invase da feci, urine, sangue, liquido amniotico e vomito, fermi ad aspettare il giorno successivo per essere pulite e igienizzate; di notte le attività di supporto sono garantite da un solo Operatore Socio Sanitario a chiamata in reperibilità.

Si è difronte spesso a uno scenario raccapricciante, veri e propri drammi umani ingestibili. Basta pensare a una delle tanti notti dove ci sono 5 parti, il reparto è stipato come un uovo sodo, partorienti sulle poltrone in attesa di ricovero con le membrane rotte, sale operatorie sporche e nessuno alza un dito per risolvere il problema. E’ di pochi mesi il nostro grido d’allarme dove si rischiava di far partorire per terra le gestanti. Da allora si è precipitato sempre più nell’abisso al punto tale da mettere in discussione tutti i livelli di assistenza. Difatti, persino i servizi pubblici essenziali sono con l’acqua alla gola: l’unica TAC, presente nel comprensorio della Piana a Polistena, è guasta da una settimana per un danno grave da usura e nessuno ha deciso di comprarne una nuova; il personale medico viene messo in mobilità d’urgenza e anziché risolvere i problemi se ne creano altri; i professionisti seri e onesti pronti a superare il proprio dovere si ritrovano inchiodati e costretti a desistere nel loro intento di cambiamento del sistema. Purtroppo quando si tenta di gestire la politica sanitaria da postazioni lontani dall’ammalato, non si riesce a far nulla di buono e si rischia di mandare in corto circuito quel poco che funziona. Intanto la programmazione aziendale rimane sulla carta e i tempi di attuazione non saranno brevi; le nomine dei Direttori Aziendali, Sanitario e Amministrativo, rischiano di saltare; le 4 prescrizioni fatte in 4 anni per il centro trasfusionale di Polistena ne hanno decretato la chiusura; le casse dell’ASP sono continuamente prosciugate dai provvedimenti  dei Commissari ad Acta; il personale addetto alle pulizie dell’ospedale di Polistena è stremato, sottoposto a un carichi di lavoro disumani di tre ore lavorative giornaliere ma costretti a pulire e disinfettare l’impossibile; questi lavoratori devono fare la questua per ricevere il misero stipendio, da sempre pagato con forti e ingiustificabili ritardi e questo mese la miseria è stata erogata soltanto per la metà riferita al mese di maggio. Questa lunga sequela di negatività non depone affatto bene per una direzione aziendale dalla quale si aspettava un serio e immediato cambiamento. Probabilmente non basta l’esperienza di un Direttore ferrato sui Livelli Essenziali di Assistenza, ma non in grado di realizzarli sul campo, né serve più di tanto una gestione commissariale litigiosa incapace di far partire le assunzioni di personale.

Orbene non è questo che si merita una terra già sofferente come la nostra dove non dobbiamo continuare a dire che al peggio non c’è mai fine. Pretendiamo fatti concreti, visibili e tangibili. La salute è un fatto molto serio e forse sarebbe ora che i cittadini decidessero una volta per tutte di rivendicare seriamente questo di diritto.

Cittanova, lì 04 Luglio 2017

IL SEGRETARIO REGIONALE S.U.L.P.I.                                                                                Giuseppe Gentile