Giuseppe Gentile, un uomo

semplice dalle mille risorse

Era  marzo 2008 quando io e i miei colleghi  abbiamo avuto modo di  conoscerlo, l’occasione è stata il venir meno dei diritti sul lavoro. Allora da li è nata l’ idea di iscriverci al sindacato Cgil, all’ epoca e tutt’ ora in carica  alla Funzione Pubblica c’e il Sig Giuseppe Gentile che ricopre la figura di Segretario Generale della Piana di Gioia Tauro. I primi tempi osservavo il suo modo di porsi e comunicare  con noi altri e mi ricordo sempre una frase”Se voi siete uniti potremmo avere forza” e con la nostra forza e suoi poteri conferitegli dal sindacato si potevano affrontare meglio le battaglie.Più il tempo trascorreva e più mi accorgevo che in lui c’ era qualcosa di diverso, non era come altri senza voler discriminare nessuno ma aveva una grande capacità di osservazione  sapendo sempre quando intervenire nelle varie problematiche inerenti al lavoro, sempre disponibile con tutti; mai un rifiuto, al massimo poteva dire ripassi domani che affronteremo la questione meglio; non lasciava mai dei nei irrisolti su i suoi operati e quando non era di sua competenza subito sollecitava l’ intervento di qualche suo compagno.Molte volte io rimanevo allibito nella frequenza con cui il suo telefono suonava, di tanto in tanto quando ci trovavamo insieme mi permettevo di dirgli che non poteva sopportare  quel ritmo, era allucinante la mole di lavoro che doveva affrontare; invece lui si limitava a dire ”Come faccio a dire di no”.Quello che veramente  lo distingue è la sua indole, la volontà di aiutare la gente dalla miriade di problemi e il riconoscimento di diritti negati; mai agito per denaro, ma la sua soddisfazione più grande è quella di rincontrare delle persone che  dopo tanti anni passati   lo ringraziano ancora di averle aiutate in situazioni di disagio.Giuseppe Gentile non è solo il funzionario del sindacato ma un vero e proprio padre di famiglia che cerca di tutelare i propi figli da tutto quello che può essere dannoso, che  delle lotte per i diritti di ogni singolo cittadino ha fatto e continua a fare pane quotidiano.In bocca a lupo Pino continuate sempre cosi.

Sig. Ierace Giuseppe Ex R.s.a Cgil Opera S.Francesco D’Assisi

Truffa da winnes

Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Istituto Nazionale di Previdenza Sociale

“Perché mi state arrestando? Non sono mica una delinquente.” Si è sopresa ma soprattutto indispettita la dipendente della Asl di Pavia  quando questa mattina i carabinieri del Comando Provinciale della città lombarda  sono andati a bussare alla sua porta. Lei che ha solotruffato all’Inps 1 milione 300 mila euro non pensava certamente di meritarsi il carcere. Che cosa aveva fatto di male? Aveva forse ucciso? O rapinato? Certo che no, aveva solo truffato. E per lei quello non era certamente un reato da manette.

In  sei anni, la dipendente dell’Ufficio invalidi civili dell’Azienda sanitaria locale di Pavia è riuscita ad istruire centinaia di pratiche per false invalidità a carico di persone decedute o a  incrementare il punteggio  di  invalidità esistenti per percepire l’accompagnamento o la differenza. Tutto avveniva con la complicità degli interessati o dei parenti.

Gli accordi con i titolari delle pratiche d’invalidità o con gli eredi degli invalidi deceduti infatti erano semplicissimi: a lei spettava il 50 o il 70 per cento della cifra che riusciva a strappare all’Inps.  L’indagine dei carabinieri del Comando provincia di Pavia   durata più di un anno, ha permesso di accertare 134 casi di truffa all’Erario. La donna che aveva accesso agli archivi informatici relativi a  portatori di invalidità, una volta individuato il soggetto o la famiglia che secondo lei poteva “concorrere” al raggiro, li contattava e iniziava l’iter dell’imbroglio. Ed infatti i militari hanno individuato altre 400 persone coinvolte a vario titolo nella truffa ingegnosa ideata dalla dipendente della Asl che nelle prossime settimane potrebbero andare a far compagnia alla signora dietro alle sbarre.

La donna, già condannata in passato per aver fatto percepire alla madre un’invalidità in esistente, è riuscita in pochi anni a far riscuotere l’accompagnamento anche ai fratelli, cugini e figli.

E chi si può dimenticare! quanti ricordi.Tra adolescenza e la maggiore età!!!Ne sono passati anni purtroppo il tempo scorre cosi velocemente che neanche se ne accorge bisognerebbe viverla in pieno la vità;almeno ci si prova!!!





L’Ennesimo grido di protesta dei dipendenti licenziati Dell’Opera S.Francesco D’Assisi

Inizio facendo una premessa non avrei mai pensato che un domani dopo aver svolto costantemente e dignitosamente il mio dovere come ogni altro singolo cittadino/lavoratore avrebbe fatto, mi sarei

ritrovato licenziato e senza poter godere del sacrosanto diritto di percepire il  salario prodotto in questi anni!!! Ormai sono 6 mesi che siamo inoccupati io e altri 19 miei colleghi anzi preciso 14.(Data la rapida riassunzione di 6 unità con un’altra impresa esterna…i soliti raggiri che si fanno!!) Dopo un licenziamento collettivo subito Dall’Opera S.Francesco D’Assisi di Rizziconi che   già da  dalla comunicazione del 20 gennaio 2011 del procedimento e dagli espletamenti dei vari esami congiunti si deduceva la volontà della parte datoriale di dare un taglio netto alla parte del personale addetto alle pulizie per dare in gestione il servizio ad un impresa esterna per il semplice fatto che c erà un abbattimento dei costi.E bene se pur con rammarico abbiamo condiviso questo licenziamento e di conseguenza abbiamo spostato subito il baricentro delle nostre attenzioni  alle retribuzioni maturate più il trattamento fine rapporto che di norma con l’ ultima busta paga il datore ci avrebbe dovuto saldare invece ahimè ci ritroviamo con il 2012   a dover denunciare una situazione al quanto   scabrosa, inaccettabile su qualunque   profilo si discuta, inaudito pensare che dopo quante lotte abbiamo combattuto con scioperi, conciliazioni in prefettura, decreti ingiuntivi e tutto quello che si possa aggiungere dobbiamo ancora aspettare con un diritto che ci spetta a pieno merito,. le promesse vergognose dell’ amministrazione che ha sempre cercato di trovare con il personale una scusa diversa dall’altra  per il pagamento del pregresso;o le trafile con la burocrazia dove i tempi della giustizia sono quelli che sono; quando facendo il punto della situazione erano in dovere di intervenire i vertici della politica regionale per adottare delle misure risolutive con la valenza delle  leggi regionali che regolano proprio l’ accreditamento di queste strutture!!E’ mai possibile che dobbiamo sopportare un peso cosi opprimente quando in cambio vorremmo solo quanto ci spetta?Le conclusioni potrebbero essere molteplici come dal canto suo in tutti questi anni ne abbiamo sentite a migliaia di castelli nel deserto!!Ma ormai la gente è stanca e vuole delle risposte concrete.Concludo precisando che gli ex colleghi in forza lavoro vantano ad oggi anche loro 6 mensilità!!E lancio  un messaggio alla parte datoriale  “Il diritto di replica è scaduto da molto tempo”.

Rizziconi 05/01/2012

Ierace Giuseppe R.s.a Cgil Opera S.Francesco D’Assisi (Licenziato)